giovedì 12 dicembre 2013

Audacemente scrisse dell’eccessivo” continua


    L’autore, per non dimenticare il papà smorto; non come l’anima della scritta destata perché morto in quel libro mai scritto - ma che va ancora riletta -, tra quell’unico pensiero appena nato con l’ossimoro della buonanima di mio padre. Il quale, affermava che se i pensieri hanno nella mente quella consapevolezza di tanta o poca gente! A non ricordare pochissime persone - amici o nemici -; non devono mai smarrirsi nel nulla. Tanto a perderlo che trovarlo senza quella conoscenza il tale viaggia sempre senza saggezza perché il saggio non cammina con tali pensieri oscurati dalla mente propria. Tanto lui è vero come questa consapevole parola - in corso -;e fermamente mette sempre grave turbamento al nemico dinnanzi a cosa che sia o sì reputi dannosa. Saggio com’è non parla mai senza pensare a quest’affermazione perché porta male spaventare senza metterlo in corpo la “paura”. E’ stato scritto dal saggista mancato che questo è di famiglia; e, perciò non aprire mai gli occhi alle persone qualunque ovunque ognuno delle quali possono smarrirsi dentro il proprio animo; perché? La consapevolezza non ha mai ucciso il coraggioso; ma audacemente -lui mette di come sopra detto dal soggetto -, paura nel corpo del nemico.
    Nel rivolgermi all’amico consiglio a me stesso d’approvar l’ossimoro in questa società che tutto si fa al contrario dell’aspettato ben di Dio. Non capisco perché capisce tutto l’anima vissuta e vivente prima e dopo di te la storia dei vinti e vincitori. Ben venga l’eccessivo sproposito – almeno qualcuno mi leggerà per quella consapevolezza che salva l’anima nella sua considerazione storica e letteraria d’ogni presunto saggista – fermo restando – il mio pensiero come il cavallo bianco d’Ippocrito - nonché nero -. Volendo chiudere mi tuffo sbalzando l’indovinello da dentro questa confusione totale come il simile che è andato sulla luna per cercar il cervello d’Orlando. Certo che dalla parte dei filosofi e saggisti meglio metterci la boddana dell’ospitalità nostra. Nella quale c’è di certo quella di vicino casa mia; infatti ricordo sempre alla mia ANNA - moglie palindroma – che se le cose in casa nostra non vanno tanto bene è sempre colpa di quell’unica boddana. La quale, funziona ancora come questa lettura; ed é per mio figlio che scrivo del futuro. Il futuro è drogarsi con la magia d’essere nato insieme a quel prodotto. Attualmente più interessante sono le droghe quelle da perseguire come alcuni obbiettivi nel sistema sociale strategico come la clientela quale soddisfa arricchendo i “flussi spacci”, potenziando camorra e mafia. Pino Massimo è un’anima al rispetto della famiglia; solo che in questa frase il pensiero dell’unione non è il mio! Qual s’adegua soprattutto perché è figlio di questo impertinente padre - autore di quest’obbligato sistema -. Oggi posso affermare alla mia famiglia fantasma per il vero successo che approvo carnalmente con l’osso sanguigno tutte le difficoltà accordato per animo mio personale. Il quale ha accettato il sistema per sopravvivere in famiglia o convivenza forzata come i temporanei amici carcerati in Via delle Casermette –Foggia -.


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