( fantasia)
Un asino non diventa saggio Vivendo in una
biblioteca né un topo raggiungerà la santità vivendo in una chiesa. Nelle stazioni
delle grandi città s'imbatte, in edicole strabocchevoli di carta.
E' ma specie di onda che tutto trascina con
sé compresi i detriti e i liquami. Ognuno prova davanti a loro la sua
tentazione ( e la parola ha purtroppo tutti i suoi significati, anche i
peggiori, se si bada agli acquirenti di pornografia e simili).
Io resto sempre tentato dai giornali che
provengono da regioni remote. Così ho trovato e acquistato qualche giorno fa
all'aeroporto di…una rivista.
Leggendola qua e là, scopro il detto
proverbiale, definito come arabo. Il concetto è semplice, fin banale, ma come
dice ancora un aforisma arabo- anche l'aria è ovvia, eppure guai a non
respirarla!
Nella nostra epoca così frenetica
un’infarinatura è considerata più che sufficiente a tutto: basta un pizzico di
religione per dichiararsi e redenti, un po’ di sentimento per diventare amanti,
un grammo di conoscenza per pontificare su un argomento. La fatica la società,
lo studio, la coerenza il rigore sono parole abolite dal vocabolario.
E', invece, per essere saggio non
basta un passaggio in una biblioteca, n'è per essere santi é sufficienti un
segno ti croce o l'accensione di una candela in chiesa.
Concludo, allora, ritornando ancora una
volta alla sapienza araba e propongo un motto delle <MILLE E UNA NOTTE>:
<Chi vuol salire in alto deve vegliare a lungo nella notte. Chi desidera
catturare perle deve immergersi nel profondo del mare.
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