giovedì 12 dicembre 2013

La buona educazione Gessica

                                               Per quei cinquanta esami!
Non è che non ci abbia creduto, ma meglio faccio se ti scrivo cosa penso dell’educazione.
                      Nessun privilegio da parte del generoso e gentile suocero.
Veramente piacevole scrivere la percezione della quale pongo lo spreco; che: per una sola volta viva la parte dell’uomo che cerca per non fallire…a sorprendere! Deviazione che: vuol gratificare piazzando la pagina scritta alla persona fidanzata con Luigi mio figlio; e non allo studio.
                                                                   Esami:
 Cerco da solo la buona condotta con poca attenzione accordata dalla moltitudine d’esami fatti bene e sul serio scrivo senza nessuna costrizione i dubbi che: non ci sono per Gessica. Persona, della quale, ha studiato: l’aspetto e la preparazione. Quale a me piace molto; ma in questa lettera non c’è storia. Alla concessa battuta cieca; sa di non esserlo ironico “ancora senza pretendere troppo” tentativo, di capire da dove nasce la buona educazione.
                                                             La buona educazione

La buona educazione di una persona si giudica, dal contegno ch'essa tiene anche soprattutto per la strada, ricordando a scuola l'ammonimento di Edmondo De Amici, nel suo cuore.- Se così fosse, non avremmo di che gloriarci ai nostri pomi.- Lo stare in tavola é l'altra cartina di tornasole classica per la verifica del galateo-. L'idea ~ abbastanza originale perché non si ferma sul mero comportamento esteriore ma sullo sti1e. Non far pesare un difetto a una mancanza altrui è segno finezza e di generosità. Si, perchè spesso chi. Rimarca i limiti degli altri " in proprio, un individuo zotico, rozzo cafone Purtroppo ai nostri giorni, con la scusa di combattere il formalismo. Sì è caduti nella sbadataggine e nella volgarità. Se poi si vede una manchevolezza in un'altra persona, sì è subito pronti a cavalcarla in modo sguaiato, attaccando negli altri ciò che noi stessi per primi allegramente pratichiamo. Alla radice di tutto c’é, comunque, la mancanza di stile, di dignità.  Un'assenza che spesso parte dall’alto, da certi comportamenti pacchiani e stolti di persone e sì dirama diffondendosi nei gesti quotidiani di tutti, creando così un'atmosfera generale sboccata scurrile e triviale.

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