Un saluto deve dare alla città sipontina perciò
prima
buona giornata ai soci cooperative e ditte
individuali presenti ai lavori per la nascita del consorzio Bianca Neve. Di questa
nascita quasi pubblico sarà la sua istituzione;
e poi nell’imminente momento salutiamo con questo
scritto il Presidente Vendola Regione Puglia e gli altri “tutti” - tanto a
scrivere dello spazio e un buon parlato che entra a tutta forza. Vale a ricordare
che tutto é dentro quell’ignoranza di stato elementare-. Bene, detto questo parliamone dell’idea stessa che sentiamo possa
essere un buon progetto che domanda la cosa. Dell’idea - dentro le pulizie -
c’é l’ignoranza elementare. In questo caso è il cittadino e non lo stato di
fatto generale.
Che:
Sarebbe molto grata ai generali politici di
ricevere una risposta in merito al tema...
Io abito in Manfredonia in una Via che guarda il
mare per il lato sinistra Monti e precisamente In Via Massimo d’Azeglio 75 / (e
, questo consente la istituzione di un consorzio dovuto alla regolare vita di
cooperative e imprese di Manfredonia partecipazione dell’unità che ci accomuna
così come siamo partecipi. Tanto che gradirei capire più che sapere se il fatto
fa nascere bene il consorzio Bianca Neve succede al caso miracolo e questo per
magia lo sarebbe di certo. Basta pensare che le cooperative e ditte ancora oggi
sciolte dalla politica di centro sinistra con la destra sipontina a certi appartengono
a nessuno degli elementi a ricordare ci vuole un Angelo. Sì! Riccardi Sindaco
di Manfredonia principe della stesa città di RE Manfredi. Un miracolo doc un ente parastatale che non sostituisce
l’impiego del principe ma permetterebbe allo stesso l’istituzione di un
consorzio obbligatorio per la pulizia
dei condominii in città..
La legge del 12 febbraio 1958 n 126 prevedono l’istituzione di un consorzio in assenza d’iniziativa da parte degli utenti o del comune che a mio avviso lo deve fare di ufficio il prefetto.
La legge del 12 febbraio 1958 n 126 prevedono l’istituzione di un consorzio in assenza d’iniziativa da parte degli utenti o del comune che a mio avviso lo deve fare di ufficio il prefetto.
Fino ad ora la pulizia è stata fatta dalle
cooperative e ditte e, che non tutti hanno osservato la legge 626- minimamente con
obbligo di visita medica. In altre parole la legge richiama l’obbligatorietà ma
a causa della bassa tariffa che esprime il lavoro nero. Nessuno assume bene le
regolarità chiamate; e che è a conoscenza di tutta la popolazione questo
disagio rientra per legge da fare applicare all’ispettorato del lavoro in parte
anche il comune deve intervenire invitando l’ispettorato del lavoro a più
controlli sul posto e in particolare leggere il DURC Documento Unico di
regolarità contributiva d’ogni cooperative impegnate a fare le pulizie; perché:
e ben nota questa penuria finanziaria. Fin qui giunge l’occasione prossima di
questa nascita consorziale giacché gli amministratori condominiali non sono più
in gradi di coprire il lavoro con la mansione specializzata e, che per tale
manca completamente la professionalità in questo settore da sempre mal curata
dalle istituzioni e competente della situazione attuale è a dir poco disastrosa
e pericolosa. Grazie per una risposta l’ignoto promotore dentro l’ignoranza
elementare. Non scrivo stato perché è un simile di fatto! Scritto
dall’ignorante elementare. Cominciamo a scrivere le cose che possono al nostro
interno figurare come regolamento interno. Consorzio Bianca neve. Disciplino il
mio stato di creatività.
1.
I soci della medesima sono 3cooperative
e 2imprese- ditte individuali- e, per loro si richiede la massima collaborazione.
2.
I lavoratori sono 10cadauno
3.
Il ricavato dei lavori sono divisi x ora
in 3parti.
4.
Ogni socio è responsabile del proprio
lavoro e ne comporta le conseguenze.
5.
Le decisioni vanno prese tutti assieme
nel bene e nel male.
Il
lavoro sarà diviso nel bene delle tre cooperative non venendo mai meno al
rispetto delle2ditte che sono prioritari per la loro percentuale avendo pari
diritti. Io il solito poeta che crede ancora nell’espressione sua e della
propria parola; per questo ne fa l’elenco appropriato al destino di ognuno di
noi. Una cosa che divide il dolore persistendo all’amore, ed ecco che la
tristezza persiste con la dolcezza ossimoro è! Oggi il triste felice si scriva
rispondendo al proprio destino nonostante capiscono poco le cose, lui lo
esprime con sentimento vero e non come il solito peso del figlio che
alleggerisce sempre con parole ironiche e piacevoli leggerti. Sei forte e
grande quanto il grattacielo inaugurato a questi giorni in Cina e sai quanto
sono alte pare 828 m. sempre il
solito: ti sei perso, nell’esprimere il tuo pensiero…
Avviso importante
ci vuole un angelo per
realizzare questo miracolo paesano; perciò presentiamo l’idea al Sindaco
Riccardi e non lasciamo da parte il prefetto. Meglio facciamo se ripetiamo
l’idea scrivendo al capo provincia e al Presidente Monti finché non si
raggiunge la prestazione voluta dal qualunque, ognuno ovunque vive in Italia
tifiamo per la nazionale perché questo è una risorsa umana che vince il
capitale.
Ci vuole uno, - il
qualunque - che non sia in ognuno di noi, ma ovunque, pensi alle conseguenze;
vale l’ossimoro parlato per ricordare il piano dell’idea stessa.
Importante che ci
ripetiamo nella consapevolezza di questo miracolo da fare tanto per dare metà
della vittoria ai nostri paesani; perciò presentiamola questa equa idea
all’assessore Salvatore e al Presidente Vendola Regione Puglia e facciamo in
modo di raggiungere l’obiettivo prefisso avanti alla prestazione voluta dall’ignorante
elementare di turno come il qualunque, ognuno ovunque vive il miracolo o solo
passaggio onirico di un Italiano in Manfredonia fuori dalla comunità Europea
capitale umano.
Io come il qualunque
garantisce l’idea e vive programmandolo con il Consorzio Bianca Neve e in
particolar modo desta il progetto per la comunità…
Proroga termine di
scadenza presentazione domande
Si comunica che con la
Determinazione Dirigenziale n. 3815 del 27 dicembre 2011 sono stati prorogati i
termini per la presentazione delle domande al 29 giugno 2012 ed in ogni caso
fino ad esaurimento delle risorse stanziate per i seguenti Avvisi pubblici:
- Avviso FG/07/2011 “Aiuti per l’assunzione con contratto a tempo
indeterminato di lavoratori in mobilità non in deroga, o che hanno cessato
un’attività imprenditoriale senza sostegno al reddito e senza un impiego
regolarmente retribuito”;
- Avviso FG/08/2011 gli “Aiuti per l’assunzione con contratto a tempo
indeterminato di inoccupati e disoccupati laureati fino a 34 anni”;
- Avviso FG/09/2011 gli “Aiuti per l’assunzione con contratto a tempo
indeterminato di disoccupati over 45”;
- Avviso FG/10/2011 per l’assegnazione di “Voucher di conciliazione per
donne in formazione o alla ricerca attiva del lavoro”;
- Avviso FG/11/2011 “Voucher per assistenza, durante l’orario di
lavoro”;
L'Eco della Sicurezza
A. Premessa Le
attività di pulizia, prevalentemente manuali per piccoli ambienti, in parte
meccanizzate per superfici più estese, riguardano tutti gli ambienti
lavorativi. Esse si occupano, oltre che della pulizia, anche della raccolta dei
rifiuti solidi
Rifiuti
solidi: 1. Rifiuti solidi "assimilati
agli urbani": provengono per
lo più dagli uffici
2. Rifiuti solidi "speciali": provengono per lo più dalle industrie o dal settore
sanitario e devono essere trattati con precauzioni particolari, essendo
potenzialmente cause di intossicazione o di infezioni.
b. Tipologia dei diversi servizi espletati nel settore
Pulizie in ambienti domestici o in uffici Le operazioni principali non richiedono particolari specializzazioni e consistono per lo più in pulizie generali . Le più comuni sono : 1. pulizia dei pavimenti 2. pulizia dei vetri 3. pulizia dei servizi igienici 4. operazioni di pulizia e di spolvero dei mobili e delle suppellettili 5. ritiro dei rifiuti solidi Pulizie nelle strutture sanitarie O ltre alle pulizie generali, si richiedono operazioni di disinfezione, sterilizzazione (specie nelle camere operatorie), ritiro della biancheria e dei rifiuti (sia quelli "assimilati agli urbani" che quelli "speciali") Pulizie in ambienti industriali Oltre alle pulizie generali e dei servizi igienici, sono necessarie anche le pulizie dei macchinari, che a volte possono avvenire durante le lavorazioni e che richiedono particolari cautele.
Pulizie in ambienti domestici o in uffici Le operazioni principali non richiedono particolari specializzazioni e consistono per lo più in pulizie generali . Le più comuni sono : 1. pulizia dei pavimenti 2. pulizia dei vetri 3. pulizia dei servizi igienici 4. operazioni di pulizia e di spolvero dei mobili e delle suppellettili 5. ritiro dei rifiuti solidi Pulizie nelle strutture sanitarie O ltre alle pulizie generali, si richiedono operazioni di disinfezione, sterilizzazione (specie nelle camere operatorie), ritiro della biancheria e dei rifiuti (sia quelli "assimilati agli urbani" che quelli "speciali") Pulizie in ambienti industriali Oltre alle pulizie generali e dei servizi igienici, sono necessarie anche le pulizie dei macchinari, che a volte possono avvenire durante le lavorazioni e che richiedono particolari cautele.
c. Sostanze utilizzate La maggior parte delle sostanze
usate per la pulizia rientra tra quelle considerate nocive. L’azione più comune che possono esercitare è
quella irritante, da contatto o allergica, sulla pelle e/o sulle mucose o sugli
occhi. Alcune sostanze sono molto reattive e richiedono attrezzature
particolari. Si raccomanda comunque l’uso dei guanti e grande attenzione nelle
operazioni di travaso.
a.
Disinfettanti (usati soprattutto negli ambienti sanitari) b. Detergenti
per l’igiene personale per
pulizie generali per operazioni di lavanderia c. Prodotti a base di solventi
(per esempio acqua ragia, ecc.) d. Disincrostanti (si usano in particolare per
i servizi igienici : la loro azione è forte e presentano un certo grado di
pericolosità) e. Cere (usate in particolare per i pavimenti : presentano un
basso livello di pericolosità)
Mappa dei rischi e delle relative soluzioni In linea di massima in questo
settore si presentano rischi di ordine generale, legati ad operazioni di
pulizia di ambienti generici (per esempio uffici) e rischi specifici, di ordine
fisico, chimico, biologico, collegati agli ambienti dove si svolgono le
operazioni di pulizia ( per esempio ambienti industriali o sanitari). 1. Rischi per infortunio e relative soluzioni 2.
Rischi connessi con l’uso di sostanze chimiche e relative
soluzioni 3. Rischi da polveri e relative soluzioni 4. Rischi per esposizione ad agenti infettivi e relative
soluzioni 5. Rischi da microclima e relative soluzioni 6. Rischi per stress e relative soluzioni 7. Rischi per processi produttivi e relative soluzioni
1.
Infortunio RISCHI
In questo settore si registra una frequenza notevole di infortuni, ma
con danni di solito non particolarmente gravi, causati prevalentemente da
disattenzione o inesperienza. I rischi per infortunio più frequenti sono:
Cadute, con conseguenti
distorsioni, fratture... Sono spesso causate da sostanze scivolose usate nelle
operazioni di lavaggio, ma possono avvenire anche per pulizie da una certa
altezza ( per esempio per la lavatura dei vetri...) Folgorazioni elettriche ed incendio
Questi rischi sono legati alla meccanizzazione del settore, in ambienti spesso
umidi per le operazioni di lavaggio Tagli
, con conseguenti ferite ed eventuali infezioni . Spesso gli infortuni di
questo genere sono collegati alla raccolta dei rifiuti solidi, per la presenza
non vista di materiale tagliente Caduta
di pesi Sono spesso collegate alle operazioni di spolvero per oggetti posti
in posizione elevata ed in equilibrio precario Movimentazione dei carichi pesanti ,
con conseguenti strappi muscolari, ernie, artrosi e malattie alla colonna
vertebrale.
SOLUZIONI Prioritaria è un’azione di informazione e formazione concordata con l’azienda per mettere i lavoratori in grado di conoscere ed usare correttamente gli strumenti ed i materiali di lavoro, nonché i DPI (dispositivi di protezione individuale).
Solo un’azione del genere - rigorosa e puntuale - può evitare una sottovalutazione dei rischi e comportamenti non sicuri. Oltre a questo, le principali indicazioni preventive relative a questo genere di rischi sono : uso di vestiti pratici, con le maniche strette ai polsi e privi di parti che si possano impigliare facilmente uso di scarpe chiuse e di pelle impermeabile o di gomma, non di stoffa
SOLUZIONI Prioritaria è un’azione di informazione e formazione concordata con l’azienda per mettere i lavoratori in grado di conoscere ed usare correttamente gli strumenti ed i materiali di lavoro, nonché i DPI (dispositivi di protezione individuale).
Solo un’azione del genere - rigorosa e puntuale - può evitare una sottovalutazione dei rischi e comportamenti non sicuri. Oltre a questo, le principali indicazioni preventive relative a questo genere di rischi sono : uso di vestiti pratici, con le maniche strette ai polsi e privi di parti che si possano impigliare facilmente uso di scarpe chiuse e di pelle impermeabile o di gomma, non di stoffa
uso di cinture e imbracature di sicurezza per
la pulizia dei vetri o di luoghi elevati. E’ comunque preferibile, quando
possibile, usare attrezzi manovrati da terra
uso dei DPI, in particolare dei guanti, per evitare tagli uso di apparecchiature e impianti elettrici a
norma CEE, seguite con regolare ed accurata manutenzione e dotate di
dichiarazione di conformità. Vanno evitati i cavi volanti. uso di impianti "salvavita" e a
"doppio isolamento"
abitudine a non lasciare inseriti apparecchi elettrici per evitare il
loro surriscaldamento abitudine ad
evitare comportamenti a rischio, come il gettare mozziconi accesi di sigarette
nel cestino dei rifiuti uso di
cartelli indicanti il rischio specifico organizzazione del lavoro mirata alla
riduzione dei rischi, che preveda cioè pause negli orari, rotazione nelle mansioni, riduca i carichi, i
percorsi e la frequenza degli spostamenti. Ove possibile, vanno usate le
attrezzature meccaniche.
NORMATIVA 1. Infortunio NORMATIVA: CEE 89/655, attrezzature da lavoro CEE 89/656, sui dispositivi di protezione individuale
NORMATIVA 1. Infortunio NORMATIVA: CEE 89/655, attrezzature da lavoro CEE 89/656, sui dispositivi di protezione individuale
CEE 90/269, sulla movimentazione carichi
CEE 90/679, sugli agenti biologici
D.Lgs 626/94, Titolo I, capo I, art. 7 (sugli appalti)
Titolo I, capo III (art. 12-15) su incendio Titolo III , articoli da 34 a 39 ( sulle attrezzature) Titolo IV, articoli da 40 a 46 (sui DPI) Titolo V art. da 47 a 49 (movimentazione dei carichi) Titolo VIII, articoli da 73 ad 88 (sugli agenti biologici) Allegato II (su incendio) Allegato III, IV, V (DPI) Allegato VI (movimentazione carichi) DPR 547/55, articoli: 267 e seguenti - folgorazioni elettriche
377 - nuovi dispositivi di protezione 378 - abbigliamento 379 - indumenti di protezione 380 - protezione capelli 381 - protezione del capo
382 - protezione degli occhi 383 - protezione delle mani 384 - protezione dei piedi 385 - altre parti del corpo 386 - cinture di sicurezza DPR 303/56, art 34 ( obbligo di sorveglianza sanitaria di tutti gli addetti DPR 164/56, art. 10 (cinture di sicurezza) Norme UNI 7562 (cinture di sicurezza) DPR 432/76 (fanciulli) art. da 1 a 9 L 23.10.60, n.1369, art.3 (appalti) L. 5.3.90, n. 46 (Norme per la sicurezza degli impianti) L.19.3.90, n.55, art.18 (Legge Antimafia Rognoni - La Torre) D.Lgs 493/96, con allegati I, II e IV (segnaletica)
Titolo I, capo III (art. 12-15) su incendio Titolo III , articoli da 34 a 39 ( sulle attrezzature) Titolo IV, articoli da 40 a 46 (sui DPI) Titolo V art. da 47 a 49 (movimentazione dei carichi) Titolo VIII, articoli da 73 ad 88 (sugli agenti biologici) Allegato II (su incendio) Allegato III, IV, V (DPI) Allegato VI (movimentazione carichi) DPR 547/55, articoli: 267 e seguenti - folgorazioni elettriche
377 - nuovi dispositivi di protezione 378 - abbigliamento 379 - indumenti di protezione 380 - protezione capelli 381 - protezione del capo
382 - protezione degli occhi 383 - protezione delle mani 384 - protezione dei piedi 385 - altre parti del corpo 386 - cinture di sicurezza DPR 303/56, art 34 ( obbligo di sorveglianza sanitaria di tutti gli addetti DPR 164/56, art. 10 (cinture di sicurezza) Norme UNI 7562 (cinture di sicurezza) DPR 432/76 (fanciulli) art. da 1 a 9 L 23.10.60, n.1369, art.3 (appalti) L. 5.3.90, n. 46 (Norme per la sicurezza degli impianti) L.19.3.90, n.55, art.18 (Legge Antimafia Rognoni - La Torre) D.Lgs 493/96, con allegati I, II e IV (segnaletica)
7. Processi
produttivi
NORMATIVACEE 89/655 CEE 89/656 CEE 90/394 CEE 90/679 D.Lgs 626/94 Titolo III, articoli 34 - 39 (attrezzature)
Titolo IV, articoli 40 - 46 (DPI) Titolo VII, articoli 60 - 72 (agenti cancerogeni) Titolo VIII, articoli 73 - 88 (agenti biologici) Allegati III, IV, V (DPI) Allegati IX, X e XI (agenti biologici)
Titolo IV, articoli 40 - 46 (DPI) Titolo VII, articoli 60 - 72 (agenti cancerogeni) Titolo VIII, articoli 73 - 88 (agenti biologici) Allegati III, IV, V (DPI) Allegati IX, X e XI (agenti biologici)
2. Uso di sostanze chimiche
RISCHI Gran parte dei prodotti di pulizia rientra tra le sostanze nocive. I rischi più frequenti riguardano l’apparato cutaneo. Le malattie della pelle più comuni sono : dermatiti irritative ( bruciore, prurito, ragadi, macchie, eritemi).
Sono spesso provocate a - dal contatto con sostanze detergenti, che asportano lo strato superficiale protettivo idrolipidico indebolendo le difese naturali della pelle ( come il sapone) ; che alterano con la loro alcalinità il PH cutaneo ; che sono direttamente irritanti b - per immersione prolungata nell’acqua. dermatiti allergiche da contatto Sono meno frequenti, ma più estese e più lunghe da curare. Sono provocate prevalentemente dal contatto con metalli (nichel, cromo, cobalto) additivi della gomma spesso contenuti in mezzi protettivi, come i guanti di gomma principi attivi o additivi contenuti nei detergenti, nei disinfettanti o nei profumi.Altri danni comuni sono : infiammazioni e irritazioni agli occhi ed all’apparato respiratorio (asma, rinite, congiuntivite...) intossicazioni per ingestioni accidentali forme cancerogene con manifestazioni a lungo termine cefalea...
In alcuni casi specifici le sostanze detergenti, a contatto con macchine roventi in ambienti ristretti, con poco ricambio d’aria, possono creare scintille, causando incendi o esplosioni.
SOLUZIONI Le principali indicazioni preventive in questo genere di rischi sono : un’azione - prioritaria - di informazione e addestramento, concordata con l’azienda, per mettere i lavoratori in grado di conoscere ed usare le sostanze chimiche ed i loro effetti a breve, medio e lungo termine informazione e formazione dei lavoratori sulle specifiche procedure di emergenza in caso di incidente segnalazione con cartellonistica adeguata dei rischi; attenta lettura e rispetto delle indicazioni contenute nelle etichette previste dalla apposita normativa dotazione ed uso, con relativo addestramento, dei DPI ( dispositivi di protezione individuale) : per esempio guanti monouso o mascherine effettuazione di visite mediche periodiche obbligatorie per gli addetti alla manipolazione ed all’uso di sostanze contenute nei prodotti di pulizia prove allergometriche lavaggio immediato ed abbondante in caso di contatto accidentale espletamento anche cartaceo delle procedure previste dalla normativa per i lavoratori esposti all’uso di agenti chimici buona aerazione degli ambienti di lavoro ed eventuale adeguamento con sistemi di aspirazione e/o aerazione accurata pulizia a fine turno sia personale che degli attrezzi da lavoro eliminazione dei vestiti impregnati eventualmente di prodotti nocivi in appositi contenitori attenzione ai travasi; è preferibile evitarli, se possibile chiusura dei contenitori con tappi attenzione ad evitare l’utilizzazione di bottiglie destinate di solito ad altri usi, specie se alimentari rispetto del divieto di non fumare per evitare rischi d’incendio, essendo spesso i prodotti infiammabili 2. Uso di sostanze chimiche NORMATIVA: DPR 303/56, tabella P 2 (visite mediche periodiche obbligatorie) D.M.. 3.12.85 e D.M . 28.1.92: regolano l’etichettatura delle sostanze pericolose.
Negli allegati ogni sostanza è associata ad un simbolo di pericolo ed a codici precisi (per esempio R= rischio ; S= prudenza) DPR 547/55, art. 355 (etichettatura), modificato dal D.Lgs 493/96, art. 6 CEE 90/394 su agenti cancerogeni CEE 78/319 su sostanze tossiche e nocive CEE 89/656 ( DPI) D.Lgs 626/94, titolo IV (art.40-46) sui DPI titolo VII (art. 60-72) sugli agenti cancerogeni allegati III, IV, V sui DPIDPR 915/82 (elenco sostanze tossiche e nocive)
RISCHI Gran parte dei prodotti di pulizia rientra tra le sostanze nocive. I rischi più frequenti riguardano l’apparato cutaneo. Le malattie della pelle più comuni sono : dermatiti irritative ( bruciore, prurito, ragadi, macchie, eritemi).
Sono spesso provocate a - dal contatto con sostanze detergenti, che asportano lo strato superficiale protettivo idrolipidico indebolendo le difese naturali della pelle ( come il sapone) ; che alterano con la loro alcalinità il PH cutaneo ; che sono direttamente irritanti b - per immersione prolungata nell’acqua. dermatiti allergiche da contatto Sono meno frequenti, ma più estese e più lunghe da curare. Sono provocate prevalentemente dal contatto con metalli (nichel, cromo, cobalto) additivi della gomma spesso contenuti in mezzi protettivi, come i guanti di gomma principi attivi o additivi contenuti nei detergenti, nei disinfettanti o nei profumi.Altri danni comuni sono : infiammazioni e irritazioni agli occhi ed all’apparato respiratorio (asma, rinite, congiuntivite...) intossicazioni per ingestioni accidentali forme cancerogene con manifestazioni a lungo termine cefalea...
In alcuni casi specifici le sostanze detergenti, a contatto con macchine roventi in ambienti ristretti, con poco ricambio d’aria, possono creare scintille, causando incendi o esplosioni.
SOLUZIONI Le principali indicazioni preventive in questo genere di rischi sono : un’azione - prioritaria - di informazione e addestramento, concordata con l’azienda, per mettere i lavoratori in grado di conoscere ed usare le sostanze chimiche ed i loro effetti a breve, medio e lungo termine informazione e formazione dei lavoratori sulle specifiche procedure di emergenza in caso di incidente segnalazione con cartellonistica adeguata dei rischi; attenta lettura e rispetto delle indicazioni contenute nelle etichette previste dalla apposita normativa dotazione ed uso, con relativo addestramento, dei DPI ( dispositivi di protezione individuale) : per esempio guanti monouso o mascherine effettuazione di visite mediche periodiche obbligatorie per gli addetti alla manipolazione ed all’uso di sostanze contenute nei prodotti di pulizia prove allergometriche lavaggio immediato ed abbondante in caso di contatto accidentale espletamento anche cartaceo delle procedure previste dalla normativa per i lavoratori esposti all’uso di agenti chimici buona aerazione degli ambienti di lavoro ed eventuale adeguamento con sistemi di aspirazione e/o aerazione accurata pulizia a fine turno sia personale che degli attrezzi da lavoro eliminazione dei vestiti impregnati eventualmente di prodotti nocivi in appositi contenitori attenzione ai travasi; è preferibile evitarli, se possibile chiusura dei contenitori con tappi attenzione ad evitare l’utilizzazione di bottiglie destinate di solito ad altri usi, specie se alimentari rispetto del divieto di non fumare per evitare rischi d’incendio, essendo spesso i prodotti infiammabili 2. Uso di sostanze chimiche NORMATIVA: DPR 303/56, tabella P 2 (visite mediche periodiche obbligatorie) D.M.. 3.12.85 e D.M . 28.1.92: regolano l’etichettatura delle sostanze pericolose.
Negli allegati ogni sostanza è associata ad un simbolo di pericolo ed a codici precisi (per esempio R= rischio ; S= prudenza) DPR 547/55, art. 355 (etichettatura), modificato dal D.Lgs 493/96, art. 6 CEE 90/394 su agenti cancerogeni CEE 78/319 su sostanze tossiche e nocive CEE 89/656 ( DPI) D.Lgs 626/94, titolo IV (art.40-46) sui DPI titolo VII (art. 60-72) sugli agenti cancerogeni allegati III, IV, V sui DPIDPR 915/82 (elenco sostanze tossiche e nocive)
3. Polveri RISCHI La provenienza può essere varia : dalle
polveri sollevate nel corso delle operazioni di pulizia a quelle prodotte dalle
lavorazioni industriali, a quelle prodotte da condizionatori difettosi o
trascurati nella manutenzione.
I danni più frequenti sono : infiammazioni o irritazioni agli occhi ed all’apparato respiratorio: asma, rinite, congiuntivite in soggetti allergici. SOLUZIONI E’ prioritaria un’azione, concordata con l’azienda, di informazione e formazione, per rendere i lavoratori in grado di conoscere ed evitare i rischi connessi con le polveri. Le principali indicazioni preventive, oltre la suddetta, sono : l’uso di aspirapolveri l’asportazione manuale delle polveri con stracci umidi conoscenza delle componenti delle polveri prodotte dalle lavorazioni industriali per evitarne i rischi l’uso di DPI (dispositivi individuali di protezione), quando necessario, in particolare delle mascherine filtranti accurata manutenzione degli impianti di condizionamento e ventilazione. 3. Polveri NORMATIVA: CEE 89/655 e allegati I e II (attrezzature da lavoro) CEE 89/656 con allegati (DPI) CEE 90/679 con allegati (agenti biologici) D.Lgs 626/94 Titolo III, articoli 34 - 39 (attrezzature di lavoro) Titolo IV, articoli 40 - 46 (DPI) Titolo VIII, articoli 73 - 88 (agenti biologici) Allegati I e II (attrezzature da lavoro) Allegati III, IV e V (DPI)DPR 303/56 (igiene del lavoro)
I danni più frequenti sono : infiammazioni o irritazioni agli occhi ed all’apparato respiratorio: asma, rinite, congiuntivite in soggetti allergici. SOLUZIONI E’ prioritaria un’azione, concordata con l’azienda, di informazione e formazione, per rendere i lavoratori in grado di conoscere ed evitare i rischi connessi con le polveri. Le principali indicazioni preventive, oltre la suddetta, sono : l’uso di aspirapolveri l’asportazione manuale delle polveri con stracci umidi conoscenza delle componenti delle polveri prodotte dalle lavorazioni industriali per evitarne i rischi l’uso di DPI (dispositivi individuali di protezione), quando necessario, in particolare delle mascherine filtranti accurata manutenzione degli impianti di condizionamento e ventilazione. 3. Polveri NORMATIVA: CEE 89/655 e allegati I e II (attrezzature da lavoro) CEE 89/656 con allegati (DPI) CEE 90/679 con allegati (agenti biologici) D.Lgs 626/94 Titolo III, articoli 34 - 39 (attrezzature di lavoro) Titolo IV, articoli 40 - 46 (DPI) Titolo VIII, articoli 73 - 88 (agenti biologici) Allegati I e II (attrezzature da lavoro) Allegati III, IV e V (DPI)DPR 303/56 (igiene del lavoro)
4. Esposizione ad agenti infettivi RISCHI
Sono presenti soprattutto nell’ambito sanitario anche per quanto riguarda il trasporto dei rifiuti speciali. Le infezioni più comuni sono l’epatite B e C, il tetano, la tubercolosi, l’ AIDS. SOLUZIONI Questo genere di rischi è prevalente negli ambienti sanitari, ma si ritrova anche in ambienti diversi, come le mense e l’industria alimentare. Prioritaria è un’azione di informazione e formazione concordata con l’azienda per mettere i lavoratori in grado di conoscere i rischi connessi con gli agenti infettivi e di usare i DPI Segnalazione con cartellonistica adeguata dei rischi biologici Vaccinazione, in particolare contro l’epatite B ed il tetano Contro l’epatite C e l’AIDS vanno evitati contatti con sangue e materiale infetto. Si devono usare pertanto guanti antinfortunistici e contenitori adatti per i rifiuti. Accortezza e massima attenzione nei confronti di oggetti taglienti ed appuntiti, come siringhe, provette, vetrini... Informazione e formazione dei lavoratori sulle specifiche procedure di emergenza in caso di incidente Effettuazione, quando è previsto, di visite mediche periodiche obbligatorie ai lavoratori che svolgono i generi di lavoro più esposti Prove allergometriche Eliminazione dei vestiti infettati in appositi contenitori Espletamento anche cartaceo delle procedure previste dalla normativa per i lavoratori esposti all’uso di agenti biologici. 4. Esposizione ad agenti infettivi NORMATIVA: DPR 303/56, tabella P 2 (visite mediche periodiche obbligatorie) D.M.. 3.12.85 e D.M . 28.1.92: regolano l’etichettatura delle sostanze pericolose. Negli allegati ogni sostanza è associata ad un simbolo di pericolo ed a codici precisi (per esempio R= rischio ; S= prudenza) DPR 547/55, art. 355 (etichettatura), modificato dal D.Lgs 493/96, art. 6 CEE 90/679 con allegati (agenti biologici) CEE 78/319 su sostanze tossiche e nocive CEE 89/656 con allegati ( DPI) D.Lgs 626/94, titolo VIII (art. 73-88) sugli agenti biologici allegati IX,X,XI (agenti biologici) titolo IV (art.40-46) sui DPI
allegati III, IV, V sui DPID.M. Ministero Ambiente 25.5.89 ( Individuazione dei rifiuti ospedalieri da qualificare come assimilabili ai rifiuti solidi urbani) DPR 915/82 (elenco rifiuti tossici e nocivi)
Sono presenti soprattutto nell’ambito sanitario anche per quanto riguarda il trasporto dei rifiuti speciali. Le infezioni più comuni sono l’epatite B e C, il tetano, la tubercolosi, l’ AIDS. SOLUZIONI Questo genere di rischi è prevalente negli ambienti sanitari, ma si ritrova anche in ambienti diversi, come le mense e l’industria alimentare. Prioritaria è un’azione di informazione e formazione concordata con l’azienda per mettere i lavoratori in grado di conoscere i rischi connessi con gli agenti infettivi e di usare i DPI Segnalazione con cartellonistica adeguata dei rischi biologici Vaccinazione, in particolare contro l’epatite B ed il tetano Contro l’epatite C e l’AIDS vanno evitati contatti con sangue e materiale infetto. Si devono usare pertanto guanti antinfortunistici e contenitori adatti per i rifiuti. Accortezza e massima attenzione nei confronti di oggetti taglienti ed appuntiti, come siringhe, provette, vetrini... Informazione e formazione dei lavoratori sulle specifiche procedure di emergenza in caso di incidente Effettuazione, quando è previsto, di visite mediche periodiche obbligatorie ai lavoratori che svolgono i generi di lavoro più esposti Prove allergometriche Eliminazione dei vestiti infettati in appositi contenitori Espletamento anche cartaceo delle procedure previste dalla normativa per i lavoratori esposti all’uso di agenti biologici. 4. Esposizione ad agenti infettivi NORMATIVA: DPR 303/56, tabella P 2 (visite mediche periodiche obbligatorie) D.M.. 3.12.85 e D.M . 28.1.92: regolano l’etichettatura delle sostanze pericolose. Negli allegati ogni sostanza è associata ad un simbolo di pericolo ed a codici precisi (per esempio R= rischio ; S= prudenza) DPR 547/55, art. 355 (etichettatura), modificato dal D.Lgs 493/96, art. 6 CEE 90/679 con allegati (agenti biologici) CEE 78/319 su sostanze tossiche e nocive CEE 89/656 con allegati ( DPI) D.Lgs 626/94, titolo VIII (art. 73-88) sugli agenti biologici allegati IX,X,XI (agenti biologici) titolo IV (art.40-46) sui DPI
allegati III, IV, V sui DPID.M. Ministero Ambiente 25.5.89 ( Individuazione dei rifiuti ospedalieri da qualificare come assimilabili ai rifiuti solidi urbani) DPR 915/82 (elenco rifiuti tossici e nocivi)
5. Microclima RISCHI I
rischi di questo tipo si presentano quando le pulizie si fanno in orari in cui
gli impianti di riscaldamento o condizionamento sono spenti, quando si passa
continuamente da un ambiente caldo ad uno freddo e viceversa, oppure quando il
tasso di umidità dell’aria è inferiore o superiore al 40 -60 % I danni più
comuni sono naturalmente le malattie dell’apparato respiratorio
(faringiti, tonsilliti, riniti...), ma anche dolori muscolo - scheletrici.
SOLUZIONI E’ prioritaria
un’azione di informazione e formazione concordata con l’azienda, per mettere i
lavoratori in grado di conoscere ed evitare i rischi connessi col microclima.
Le principali indicazioni preventive riguardano : l’uso di indumenti da lavoro adeguati alle
condizioni climatiche dotazione di
sistemidi riscaldamento , di ventilazione o di condizionamento, con
provvedimenti tecnici automatici che controllino il tasso di umidità dell’aria
effettuazione di verifiche periodiche
e regolare manutenzione degli impianti, con particolare attenzione alla pulizia
dei filtri introduzione di una organizzazione
del lavoro che limiti la durata di permanenza del lavoratore negli ambienti
troppo caldi o troppo freddi rispetto
di alcuni parametri microclimatici : Rispetto di alcuni parametri
microclimatici:numero adeguato di ricambi d’aria temperatura interna
invernale oscillante tra 18° - 20° C umidità relativa invernale compresa tra 40
- 60 % temperatura interna estiva inferiore all’esterna di non più 7° C umidità
relativa estiva compresa tra 40 - 50 %velocità dell’aria inferiore a 0,15 m/sec5.
Microclima NORMATIVA: DPR 303/56, art.9.11.12.13 D.Lgs 626/94, art.33 DPR 242/96, art.16 Decreto
Ministero Sanità 18.5.76
6. Stress RISCHI
Spesso le pulizie si fanno in orari disagevoli, per non sovrapporsi alle
lavorazioni che si svolgono negli ambienti da pulire. Le conseguenze negative
possono riguardare sia la vita sociale di tali lavoratori, sia i rischi legati
all’isolamento in caso di pericolo o di bisogno di aiuto. I danni più comuni
sono l’insonnia e problemi all’apparato gastroenterico. SOLUZIONI
Il datore di lavoro deve intervenire opportunamente sull’organizzazione del lavoro, mirata alla riduzione dei rischi, con particolare attenzione alle rotazioni ed agli orari di lavoro 6. Stress NORMATIVA: DPR 303/56 (igiene del lavoro) CEE 89/391 ( direttiva quadro) NOTA Si rimanda anche agli accordi contrattuali di categoria, in particolare per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro. 7. Processi produttivi RISCHI I lavoratori addetti alle pulizie sono esposti agli stessi rischi degli altri lavoratori, quando le pulizie si fanno contemporaneamente al normale ciclo produttivo. SOLUZIONI Dal momento che i lavoratori addetti alle pulizie sono esposti agli stessi rischi dei lavoratori del settore presso cui prestano servizio, le soluzioni variano a seconda del caso, in rapporto ai rischi connessi. Si rimanda perciò ai settori specifici.7. Processi produttivi NORMATIVA: CEE 89/655 CEE 89/656 CEE 90/394 CEE 90/679 D.Lgs 626/94 Titolo III, articoli 34 - 39 (attrezzature) Titolo IV, articoli 40 - 46 (DPI) Titolo VII, articoli 60 - 72 (agenti cancerogeni) Titolo VIII, articoli 73 - 88 (agenti biologici) Allegati III, IV, V (DPI) Allegati IX, X e XI (agenti biologici)
Il datore di lavoro deve intervenire opportunamente sull’organizzazione del lavoro, mirata alla riduzione dei rischi, con particolare attenzione alle rotazioni ed agli orari di lavoro 6. Stress NORMATIVA: DPR 303/56 (igiene del lavoro) CEE 89/391 ( direttiva quadro) NOTA Si rimanda anche agli accordi contrattuali di categoria, in particolare per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro. 7. Processi produttivi RISCHI I lavoratori addetti alle pulizie sono esposti agli stessi rischi degli altri lavoratori, quando le pulizie si fanno contemporaneamente al normale ciclo produttivo. SOLUZIONI Dal momento che i lavoratori addetti alle pulizie sono esposti agli stessi rischi dei lavoratori del settore presso cui prestano servizio, le soluzioni variano a seconda del caso, in rapporto ai rischi connessi. Si rimanda perciò ai settori specifici.7. Processi produttivi NORMATIVA: CEE 89/655 CEE 89/656 CEE 90/394 CEE 90/679 D.Lgs 626/94 Titolo III, articoli 34 - 39 (attrezzature) Titolo IV, articoli 40 - 46 (DPI) Titolo VII, articoli 60 - 72 (agenti cancerogeni) Titolo VIII, articoli 73 - 88 (agenti biologici) Allegati III, IV, V (DPI) Allegati IX, X e XI (agenti biologici)
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