mercoledì 11 dicembre 2013
Non dice nulla ma è tornato a scrivere la mina del fantasma in genere
La moina
scorre come il sangue del fantasma che non appare mai davanti agli occhi della
gente normale persona come te che impari a leggere e scrivere lettere in parola.
Semplicemente per ricordare che sta superando come l’acqua che bagna i margini
dell’anima, in un fiume a forma di pensiero autoritario caduto sul drago. Corpo
vivente e alterato dalle acque torrenziali tocca la forma ovale in tutta la sua
scesa d’acqua, in “Arena” combatte e, costretto a sentire la propria
circostanza nei fatti umani. Di come la vena poetica è poco fortunata. Non c’è
ma fa di Lei girare i pensieri un po’ confusi e senza copertura per capire che
è legato questa volta a storie di poeti meno lunghe. Di come il simile allunga
un po’ il fiume dell’acqua Italiana, infatti, finalmente capisce che non torna
mai più sulle tracce corrisposte e che non corrispondono. L’anima si ribella
alle troppe moine trovate in fondo a questo pensiero bianco sceso in altezza o coda
per essere partiti dalla testa e valutato bene o male dalla propria mente. Cosa
diversa dal ferro, rame, e zinco – terra degli uomini portati dalla stessa
natura a confessare peccato non sono io l’iddio di quest’universo. In altre
parole giuste, sbagliate siano voci di lettere legate e, peccate a priora dallo
spirito senza sangue il pensiero lo sente leggendolo all’eterna parola. E
giocando su quest’ultima vedo la ghisa molto piena e pesante di un fiume
ripieno. Pesante sì di tipo ascritto con parola mia, ma ossimoro alluminio
leggero spezzato dall’iniziazione di quest’ultima ala rimasta all’angelo
piegato dal vento leggero che però appesantito si versa ai piedi di questo
lungo passaggio tra il fiume ovale e la nostra Italia. Malato come me che non
riesce a smettere di scrivere parole senza senso. E come questo grosso fitto superato
dalla forza e cultura dei giovani d’oggi che pensano con leggerezza a risolvere
i problemi dell’Italia poi niente solo il nulla li prende, anche se hanno
superato il vento che ha piegato l’ala dell’angelo santo. Osiamo dire che il
domani di ieri sarà oggi a stare tuttora con il corpo vuoto. Allora analizza l’anima
del sé l’ego di queste moine e che non hanno tuttora avuto ritorno. Se lo
avesse fatto com’io, penso possibile ritorno leggero a dire sarebbe della
stessa acqua e fantasia pura s’intende sua immaginazione creata come quest’ascritta
insignificante a dire se passato dall’origine in Monte trova riflessione. E
capisce che torna al contrario dei normali e gloriosi santi dei tempi antichi
romani a dire scrivendo sul tempo mio primo.
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