Il neo segretario di Sel Manfredonia Michele La Torre (ST)
Manfredonia
– FERMA la posizione di Michele La Torre, segretario di SEL-Manfredonia,
circa l’abbandono del consigliere Leo
Riccardo del partito. «Non posso tacere – ha affermato La Torre
– di fronte all’atteggiamento del ex consigliere SEL, Leo Riccardo, e
alle sue dichiarazioni. In base a come sono andate le cose, mi chiedo – e con
me se lo chiedono tutti i compagni di sezione: ma Leo Riccardo è stato nella
coalizione veramente come rappresentante del partito o vi è stato semplicemente
per altre ragioni?”. “Sospetta fu la sua decisione quando in una notte d’estate
– dice La Torre – passò dal PD al SEL senza aver interpellato né gli organismi
locali né quelli provinciali. Lui sostiene di non essere d’accordo con la linea
del partito, eppure non ha mai partecipato a nessuna riunione, ma ha
semplicemente condotto insieme ad un manipolo di audaci degli attacchi
giornalistici sulla regolarità del tesseramento effettuato nel 2011, mettendo
continuamente in dubbio la lealtà e la serietà di tutti i giovani che hanno
scelto di partecipare al progetto di Sinistra Ecologia e Libertà a
Manfredonia”. “Dunque, mi chiedo come mai questa sua improvvisa sterzata verso
il SEL di Manfredonia?».
Riguardo alla notizia di un suo eventuale incarico nella struttura dell’inceneritore della Marcegaglia, La Torre ha affermato: «Se fosse vero, in quanto consigliere comunale, sarebbe in palese conflitto di interessi e la sua posizione nei confronti dei cittadini e dei suoi elettori sarebbe alquanto imbarazzante».
Riguardo alla notizia di un suo eventuale incarico nella struttura dell’inceneritore della Marcegaglia, La Torre ha affermato: «Se fosse vero, in quanto consigliere comunale, sarebbe in palese conflitto di interessi e la sua posizione nei confronti dei cittadini e dei suoi elettori sarebbe alquanto imbarazzante».
Manfredonia – L’ATTENTO controllo dell’emissione degli scontrini è
l’emblema della nuova tendenza anti-frode. Il cittadino italiano gode del
primato in Europa di evasore e le “liste nere” degli esercenti responsabili del
reato sono state approvate nell’ultimo decreto fiscale del governo Monti.
L’Agenzia delle Entrate avrà il compito di elaborare delle liste con i nomi dei
commercianti segnalati alla stessa o alle Fiamme Gialle per mancata emissione
della ricevuta o dello scontrino fiscale.
VASTI CONTROLLI GUARDIA FINANZA, ANCHE SABATO SERA PER GLI ESERCIZI DI CORSO MANFREDI. E a Manfredonia? Considerando i controlli nel fine settimana del Comando Compagnia della Guardia di Finanza? Controlli estesi tanto per gli esercizi di Corso Manfredi quanto in altri negozi cittadini.
Prendendo degli esercizi a campione Stato ripercorre le strategie di evasione diffuse in una parte dei negozi di Manfredonia, dalla periferia ai mercatini rionali fino ai negozi ubicati in centro. Premessa importante per non cadere nell’equivoco della generalizzazione, non tutti i commercianti evadono il fisco. I gestori dei bar emettono lo scontrino anche per un caffè. Un segnale incoraggiante che cede il passo all’onestà, regola d’oro, al vertice di ogni norma statale. Eticamente preferibile.
PERIFERIA SIPONTO-STAZIONE. Si parte dalla periferia e dagli esercizi commerciali gestiti da emigrati cinesi a conduzione familiare. Il primo vende al dettaglio abbigliamento e pelletteria, il secondo è dedito al commercio di casalinghi, detersivi e cancelleria scolastica. Nel secondo esercizio non tutti gli scontrini corrispondono all’importo reale guadagnato. Spesso gli scontrini registrati hanno un importo inferiore rispetto al prezzo della merce acquistata. Tra un sorriso e un tacito accordo, magari accompagnato da uno sconto, i clienti acconsentono.
AL BAR. Un caffè al bar, l’aroma corteggia il desiderio. Il gestore del bar emette regolare scontrino. Il percorso è ancora lungo e gli acquisti consistenti. Naturalmente si tratta di un’analisi redatta dopo visione di esercizi a campione.
SUPERMERCATI. Le cassiere dei supermercati restano fedelissime all’importo della spesa, anche per un solo litro di latte compresi i centesimi della busta di plastica riciclabile.
DAL PANETTIERE. Il profumo del pane appena sfornato guida i sensi verso una panetteria e pizzeria, qui la cassiera è recidiva. Anche per una ciambella emette uno scontrino di prezzo inferiore. Il giorno seguente anche con l’acquisto di due pizze, pane e panini ci prova: “Posso farle lo scontrino più basso?”. A fronte di una spesa di 12 Euro lo scontrino fallace è di soli 3 Euro. E senza chiedere il consenso al cliente si emette uno scontrino falso. La rivolta contro l’evasore caparbio e persistente è palese. Non si torna più in questo negozio.
PIZZERIA. Dopo tre pizze al taglio e una lunga chiacchierata dietro i vetri del bancone, la proposta arriva cordiale ed educata: “Posso fare lo scontrino più basso? Tanto siamo amiche.” E anche l’amicizia rende saldi i vincoli dell’evasione.
MERCATINO RIONALE CROCE. Prima di arrivare alle bancarelle della frutta e del pesce, una nuova sosta è all’interno di un negozietto che vende oggettistica per la casa e detersivi. Stesso metodo, le dita veloci sulla cassa e il prestigioso trucco è scoperto. Un altro importo inferiore rispetto al prezzo dell’etichetta riportato sul prodotto. Si ritorna e si ripete la stessa operazione. Una consuetudine bizzarra, se si pensa che l’anziana donna scrive su un taccuino posato accanto al registratore di cassa gli importi reali delle merci vendute. E se si osa protestare, la risposta è servita : “Il vero ladro è lo Stato che ci ruba i soldi tra tasse e rincari vari. Non riusciamo più ad andare avanti”.
DAL PESCIVENDOLO. Ai mercatini rionali la clientela è attirata dai prodotti freschi quali salumi, latticini, olive, pesce e frutta. Con riferimento all’emissione dello scontrino fiscale i commercianti ambulanti si devono dotare del registratore di cassa, spesso “assente” in alcune postazioni di bancarelle condotte da emigrati e non solo. In particolare modo dai pescivendoli abusivi gli scontrini restano una chimera. Il metodo della sottofatturazione resiste come il mezzo più diffuso per evadere dalla “prigione delle tasse” e per guadagnarsi un posto al sole.
ABBIGLIAMENTO. Prezzi concorrenziali e maglioni di ogni tessuto e colore sono spesso le esche preferite per non emettere gli scontrini. La maggioranza degli ambulanti che offrono abbigliamento al dettaglio raramente emette scontrini. Tre maglie 15 Euro e zero scontrino. Un affare? E se si passa dal venditore di scarpe cinesi, lo scontrino resta l’unico assente nel teatro della convenienza a basso costo.
ZONA CENTRO. Ancora in un negozio di casalinghi di fascia medio- bassa. Vetri, cristalli, pentolame, vasellame in terra cotta e alla cassa? Senza batter ciglio la cassiera emette uno scontrino inferiore rispetto all’ introito ricavato per un bagnoschiuma, un detergente per la casa e una confezione di tovaglioli. Un nuovo acquisto in un punto vendita che offre dai casalinghi ai giocattoli. Il sistema è misto: sottofatturazione per importi superiori ai 10 Euro e per importi di pochi Euro, lo scontrino è un’invenzione lontana. Una logica ben salda dal costituire un’eccezione. Poche penne? Non meritano lo scontrino.
MERCATINO RIONALE MONTICCHIO. Anche qui qualche pescivendolo ambulante dopo un chilo di mitili e due orate consegna solo le buste. Omessa fatturazione. Il suono meccanico del registratore di cassa appare in disuso anche in alcune bancarelle di frutta. Dopo qualche chilo di frutta, vorresti anche lo scontrino? Defunto.
TABACCHI. E la cornice del viaggio a caccia degli evasori locali si conclude con uno scontrino (unico superstite) per una busta bianca per lettere. Su circa trenta punti vendita, tra ambulanti e attività commerciali visitati da Stato, più della metà predilige la sottofatturazione.
VASTI CONTROLLI GUARDIA FINANZA, ANCHE SABATO SERA PER GLI ESERCIZI DI CORSO MANFREDI. E a Manfredonia? Considerando i controlli nel fine settimana del Comando Compagnia della Guardia di Finanza? Controlli estesi tanto per gli esercizi di Corso Manfredi quanto in altri negozi cittadini.
Prendendo degli esercizi a campione Stato ripercorre le strategie di evasione diffuse in una parte dei negozi di Manfredonia, dalla periferia ai mercatini rionali fino ai negozi ubicati in centro. Premessa importante per non cadere nell’equivoco della generalizzazione, non tutti i commercianti evadono il fisco. I gestori dei bar emettono lo scontrino anche per un caffè. Un segnale incoraggiante che cede il passo all’onestà, regola d’oro, al vertice di ogni norma statale. Eticamente preferibile.
PERIFERIA SIPONTO-STAZIONE. Si parte dalla periferia e dagli esercizi commerciali gestiti da emigrati cinesi a conduzione familiare. Il primo vende al dettaglio abbigliamento e pelletteria, il secondo è dedito al commercio di casalinghi, detersivi e cancelleria scolastica. Nel secondo esercizio non tutti gli scontrini corrispondono all’importo reale guadagnato. Spesso gli scontrini registrati hanno un importo inferiore rispetto al prezzo della merce acquistata. Tra un sorriso e un tacito accordo, magari accompagnato da uno sconto, i clienti acconsentono.
AL BAR. Un caffè al bar, l’aroma corteggia il desiderio. Il gestore del bar emette regolare scontrino. Il percorso è ancora lungo e gli acquisti consistenti. Naturalmente si tratta di un’analisi redatta dopo visione di esercizi a campione.
SUPERMERCATI. Le cassiere dei supermercati restano fedelissime all’importo della spesa, anche per un solo litro di latte compresi i centesimi della busta di plastica riciclabile.
DAL PANETTIERE. Il profumo del pane appena sfornato guida i sensi verso una panetteria e pizzeria, qui la cassiera è recidiva. Anche per una ciambella emette uno scontrino di prezzo inferiore. Il giorno seguente anche con l’acquisto di due pizze, pane e panini ci prova: “Posso farle lo scontrino più basso?”. A fronte di una spesa di 12 Euro lo scontrino fallace è di soli 3 Euro. E senza chiedere il consenso al cliente si emette uno scontrino falso. La rivolta contro l’evasore caparbio e persistente è palese. Non si torna più in questo negozio.
PIZZERIA. Dopo tre pizze al taglio e una lunga chiacchierata dietro i vetri del bancone, la proposta arriva cordiale ed educata: “Posso fare lo scontrino più basso? Tanto siamo amiche.” E anche l’amicizia rende saldi i vincoli dell’evasione.
MERCATINO RIONALE CROCE. Prima di arrivare alle bancarelle della frutta e del pesce, una nuova sosta è all’interno di un negozietto che vende oggettistica per la casa e detersivi. Stesso metodo, le dita veloci sulla cassa e il prestigioso trucco è scoperto. Un altro importo inferiore rispetto al prezzo dell’etichetta riportato sul prodotto. Si ritorna e si ripete la stessa operazione. Una consuetudine bizzarra, se si pensa che l’anziana donna scrive su un taccuino posato accanto al registratore di cassa gli importi reali delle merci vendute. E se si osa protestare, la risposta è servita : “Il vero ladro è lo Stato che ci ruba i soldi tra tasse e rincari vari. Non riusciamo più ad andare avanti”.
DAL PESCIVENDOLO. Ai mercatini rionali la clientela è attirata dai prodotti freschi quali salumi, latticini, olive, pesce e frutta. Con riferimento all’emissione dello scontrino fiscale i commercianti ambulanti si devono dotare del registratore di cassa, spesso “assente” in alcune postazioni di bancarelle condotte da emigrati e non solo. In particolare modo dai pescivendoli abusivi gli scontrini restano una chimera. Il metodo della sottofatturazione resiste come il mezzo più diffuso per evadere dalla “prigione delle tasse” e per guadagnarsi un posto al sole.
ABBIGLIAMENTO. Prezzi concorrenziali e maglioni di ogni tessuto e colore sono spesso le esche preferite per non emettere gli scontrini. La maggioranza degli ambulanti che offrono abbigliamento al dettaglio raramente emette scontrini. Tre maglie 15 Euro e zero scontrino. Un affare? E se si passa dal venditore di scarpe cinesi, lo scontrino resta l’unico assente nel teatro della convenienza a basso costo.
ZONA CENTRO. Ancora in un negozio di casalinghi di fascia medio- bassa. Vetri, cristalli, pentolame, vasellame in terra cotta e alla cassa? Senza batter ciglio la cassiera emette uno scontrino inferiore rispetto all’ introito ricavato per un bagnoschiuma, un detergente per la casa e una confezione di tovaglioli. Un nuovo acquisto in un punto vendita che offre dai casalinghi ai giocattoli. Il sistema è misto: sottofatturazione per importi superiori ai 10 Euro e per importi di pochi Euro, lo scontrino è un’invenzione lontana. Una logica ben salda dal costituire un’eccezione. Poche penne? Non meritano lo scontrino.
MERCATINO RIONALE MONTICCHIO. Anche qui qualche pescivendolo ambulante dopo un chilo di mitili e due orate consegna solo le buste. Omessa fatturazione. Il suono meccanico del registratore di cassa appare in disuso anche in alcune bancarelle di frutta. Dopo qualche chilo di frutta, vorresti anche lo scontrino? Defunto.
TABACCHI. E la cornice del viaggio a caccia degli evasori locali si conclude con uno scontrino (unico superstite) per una busta bianca per lettere. Su circa trenta punti vendita, tra ambulanti e attività commerciali visitati da Stato, più della metà predilige la sottofatturazione.
Occupazione Roma-L'Aquila (ansa, aut: Massimo Percossi)
TAV: “SIAMO CON VENDOLA”.Per quanto riguarda la TAV anche la sezione di Manfredonia è
con Nichi Vendola. Essa crede fermamente che il dissenso per la TAV
debba essere espresso, ma in forme civili e non violente. «Il SEL come propria
linea di principio politico – ha ribadito La Torre – rifiuta sempre la
violenza, di qualsiasi forma essa sia, credendo tuttavia che ogni persona debba
essere libera di esprimere il proprio parere e di mostrare il proprio disappunto.
Ogni cosa deve essere fatta nel rispetto delle persone e senza recare danno
alcuno ad esse e alla collettività. Non va dimenticato, poi, che ci sono le
validissime ragioni di quei cittadini che andrebbero ascoltate, ma i violenti
non fanno altro che oscurarle e soffocarle. Certamente, è da considerarsi
apprezzabile il comportamento di quel carabiniere che di fronte ad un
manifestante NO TAV che lo insultava e offendeva, ha mantenuto una posizione
ferma e civile, incassando gli insulti e guardandolo fisso negli occhi. La TAV
ha molte falle, dal punto di vista ambientale, sociale, economico e politico.
Sarebbe comunque conveniente ascoltare prima le ragioni di quella gente per
trovare una soluzione comune e meno “dolorosa” e sicuramente impermeabile ai
sinistri interessi partitici e mafiosi».
GLI ESITI DEI CONTROLLI IN PROVINCIA. Come riferito in prima, i militari del Comando provinciale della GdF di Foggia hanno effettuato controlli nei confronti di contribuenti operanti nei settori del commercio al dettaglio e della somministrazione di alimenti e bevande, non solo nella città di Foggia, ma anche in diversi centri della Provincia.
Pattuglie in “abiti civili” hanno effettuato attività ispettive in materia di scontrini e ricevute fiscali, mentre militari in “divisa” hanno perlustrato numerose aree del territorio foggiano per la prevenzione e repressione dei fenomeni dell’abusivismo e della vendita di merce contraffatta; i “baschi verdi” hanno eseguito sistematiche perlustrazioni e sequestri soprattutto in aree particolarmente esposte a tali fenomeni illeciti.
Con riferimento all’attività complessivamente svolta tra i giorni di venerdì e domenica appena trascorsi, in materia di emissione di scontrini e ricevute fiscali sono stati eseguiti 206 controlli, che hanno portato alla constatazione di 139 violazioni per omessa o irregolare emissione di tali documenti fiscali nonché all’accertamento di 23 mancate installazioni di misuratori fiscali, con un tasso di irregolarità complessivo pari al 79%. Inoltre, sono stati individuati 32 lavoratori in nero nonché scoperti, finora, nove evasori totali. Sono stati eseguiti oltre 100 controlli a venditori ambulanti con sequestri e altro.
QUI MANFREDONIA. In particolare i controlli hanno riguardato attività di parrucchieri, estetisti, ma anche negozi di abbigliamento e attività ricettive, dunque ristoranti: 12 i lavoratori in nero accertati, 34 le omissioni in ambito di emissioni di ricevute fiscali. Come successo per altri centri italiani, in diversi sono stati sabato sera a notare la presenza dei militari della GdF nelle attività del centralissimo Corso Manfredi, durante i controlli.
L’INCHIESTA (A CURA DI M.P.TELERA) “L’EVASIONE COME ANTIDOTO ALLE TASSE”
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