sabato 7 dicembre 2013

Carissimo Michele, Troiano

Oh Grande Spirito,  dammi la Serenità d’accettare le cose che non posso cambiare,  facciamolo alla presenza di quell’ideale verbo che assumono coraggio ad invertire quelle che si possono, davvero trasmettere con la parola, la Saggezza e, cerchiamo di comprenderne la differenza. A voler per forza credere che non basta mai... ma io sono sempre pronto a mettermi in gioco; per favorire lo spirito personale ad entrare nell’anima della qualunque storia scritta, da ognuno e, ovunque sì legge la propria discendenza, succede che, forse ha rischiato, per la sua promozione, “riletta” nella voce e poesia altrui. La vita ha un senso: s’é vissuta non sempre pericolosamente? L’interrogativo del caso; si spiega se vivi pure di pericolo nella parola che detta il filosofo Nich e l’ignoto poeta della felicità che tristemente ricorda l’agiatezza poetica. Qual compito fidanzato del pensiero proprio esprimiamo col suo e, con le tue assente parole la scelta. Tanto vero che a volte facciamo la scelta veloce anche nello iscritto; e la verità appunta in ogni caso quello che esprimiamo. Entrando nel carattere personale scegliamo velocemente non quella giusta; perciò viviamo secondo la nostra predisposizione (alle cose della vita) e, alla stessa. Della quale importanza, - caratterialmente – ritroviamo la lettera di tuo zio Antonio.
Carissimo Michele - nipote mio-; chi non rischia nulla é niente. Io sono stato abituato a mettermi quotidianamente alla prova e perciò mostro a me stesso d’esserci nella vita come qualunque pescatore di trote, o di parola vivente, come questa dettatura che scrivo.
Nipote mio; di questa lettera non farci niente e per nessuna cosa al mondo cerchi di capire l’uomo. Quale farebbe uscire pazzo persino me senz’anima capace, però d’esprimere: il sentimento; che non c’è modo di sapere se vive come tuo zio che scrive mettendo a priora d’essere un ignorante elementare con la penna capace di trasportare la poesia dell’angelo fatto uomo.
Carissimo; è proprio questa poesia tornata alla mente - espressiva dell’uomo -, a farmi scrivere, ed esprimere con la parola vivente dell’angelo, i più sinceri pensieri umani. L’esprime, senza nascondere le difficoltà, che prova per se stesso e, gli altri. Quali seguono la persona a te molto cara; come mia moglie lo é per me. (Nella medesima simpatia e affettuosità che una persona buona e sincera può esprimere nell’ospitalità temporanea). Fin qui tralascio tutte quelle parole che servono a poco per affermare quanto ci siamo sentiti bene in casa tua. E’ stata la poesia mai scritta, tanto da ripetermi come il ripetente, s’aziona a capire, per la propria promozione, il suo essere, tuttora ignorante. Bene! Ora tu che mi stai leggendo non cercare di medesimarmi; anche se non ci pensi per niente. La poesia è sempre viva nei cuori d’ognuno ovunque il qualunque è poeta; perciò Fai da te i conti; aldilà di questa vivente parola che tuttora vive nel nostro semplice cuore. E’ stata davvero come una parola magica e, resta il pensiero in tutto giocato senza spendere niente. E’ stato un miracolo speso come questa donna arrivata a me dal nulla - tua zia – non mi è costata niente. Devi credermi sulla parola scritta e rimanere nella magica giornata consumata al casinò <Campione d’Italia >. Fin qui non senza nascondere le mie emozioni “provate”; la mattina seguente, al nostro arrivo in Como. Tu nipote mio, anche se, acquisito; sei per me un figlio: come i tuoi cugini. A confronto della parola che scorre nel pensiero di nostra famiglia, in fede alla carità e al carattere esuberante - a volte in Troiano e, altre in Pellegrino –. (Cognomi a noi molto caro). Per la coniugazione della stessa parte caratteriale e di valori che non nascondono la ricchezza materiale e spirituale. Particolareggiata dal fatto sostenibile alla forza che ci fa andare avanti senza rancori e dolori che: accompagnerebbero l’uomo del qual rimpianto scrivi d’aver vissuto un giorno di pace e di serenità. (Nelle prime ore della mattinata seguendo il nostro arrivo in casa tua. In Como ci siamo presentati sotto casa di tuo padre e lì ci siamo visti e salutati con Monica e Matteo – tuo figlio-. Discorrendo, con la magica parola, abbiamo in seguito salutato tuo padre e, Maria amica, della nostra famiglia; la dirimpettaia, a fronte dei tuoi genitori. - Poi seguendo il pensiero congiunto, alla mattinata che: ha seguito la serata e la notte a consumare una pizza calda al Macdonald. (In piazza tra il Duomo e il lago, a centro dell’attenzione dei passanti). Fatto questo, ci siamo ritirati in casa tua per dormire; riposato molto bene anche se io personalmente non ho avuto il sogno magico e, non è facile uscire tra l’onirico passaggio e l’altro irreale, che inebria gli innamorati pazzi, quali: stanchi della buona giornata consumata a fiori di parole magiche, vivono come presunti sognatori del momento! Meraviglioso è stata la tua pazienza, sul vicinato viale del laghetto; che si trova tra tanti alberi, - quasi a nasconderlo, come si usa fare: cogliendo funghi nel boschetto-. Noi ci siamo presentati con i tuoi amici nel posto sopra scritto ma non per raccogliere la spezie citata. Vale a ricordare i funghi che non avete raccolto; il giorno precedente a questa giornata. Consumata e, ascritta per tuo padre, in tutta la sua simpatia e, bellezza. Corrisposto non solo dalla tua compagnia; ma anche dal paese svizzero, in alta quota. Il posto è senz’altro bellissimo e buono soprattutto per raccogliere funghi d’ogni razza. Bene! Non voglio scrivere tanto che molto guasta forse se parliamo anche di funghi; perciò rimaniamo nella lettura del giorno consumato all’alba con i tuoi amici. Vale poco parlare della mia presenza; e di come siete andati volenterosi di gareggiare fuori della città < Como >; ma sempre dentro la sua terra, il piccolo laghetto! Tutti presenti e con più canne da pesca avete pescato pesci come queste parole. Delle quali lasciano pensare e dettare a chiunque sopra un diario poetico e senza fini e spirito di lucro che non c’è bisogno di nascondere l'emozione, ricevuta dalla tua presenza.
Pescare e stato per me come scrivere il pensiero sul diario della mia giornata. 


Carissimo Michele, lo sai che ieri ero io tanto nervoso e poi, vedendoti pescare mi sono sentito molto meglio! Grazie per avermi portato con te e, d’esserti interessato a me. Nella stessa maniera che, hai tu usato l’animo spirituale e corpo naturale; dei tuoi cari e affezionati amici di pesca. Bisogna adeguarsi a crescere nella vita, ma si deve anche avere il coraggio di saper tornare bambini a volte. Di come io scrivo a paragone di chi non lo fa veramente a suo carattere, nessuno può rifare il bisogno personale se poi non é altruista come colui che nella sua consapevolezza ama, il proprio sentito animo per l’uguale corpo simile ha sentirsi libero di non farlo, tanto che occorre sognare, più volte prima che il risveglio ci appaia meno duro. Tanto della quale, sicché è giusto smettere di dormire nell’ora buona che: il sogno dello stanco uomo, - sognatore -, ci fa ancora sperare, perché è proprio come noi lo sogniamo, quando non abbiamo più niente da sognare e,  che ricominciamo per poi apprezzare tutto l’onirico passaggio avuto gratuitamente, perché stanchi come gli uomini normali, che lavorano per la vita e un mondo migliore; nessun costo aggiuntivo per tutto.  Il pensiero che mi torna sempre nella mente mia perversa e quello del gran personaggio televisivo e cinematografico; del quale la mia persona è sicura di questa scritta quasi universale e proviene da Charlie Chaplin. Lui diceva " un dì senza sorridere è un giorno mai vissuto".....credo fortemente in ciò....alcune persone avrebbero tanto bisogno di ridere di più, forse non lo sanno ma gli farebbe benissimo, un sorriso, anche solo accennato...... ci sono dei giorni in cui anch'io mi "sforzo" di sorridere, in quei giorni è così difficile e pesante ridere dentro, ma io ci provo.
Oggi, è uno di quei giorni, in cui ridere, mi è più difficile, del solito....ma penso io, a chi non avrebbe, neanche un piccolo sorriso.  

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