sabato 7 dicembre 2013

respiro senza dolore;

    Ora c’è in me un respiro senza dolore; e posso senza ombre di dubbio alleggerirmi di quel peso leggero di come il figlio proprio parlò al padre suo, poi potete comunicare a voce dello spirito con l’eterno tempo in esperante. Lui accerta; e sicuramente ascolta ogni lettura scritta con animo sincero e sentito tramite l’umana parola di creato.
Antonio è un artigiano, ormai vicina alla morte, che non c’è modo di sapere del poco pensiero amato; -corpo di parola addormentato per tre giorni-. Così, continuando a parlare ai suoi famigliari e, collegando: il tutto alla simile lettura - anima la resurrezione-. La sua vita di come il personaggio non s’è visto mai addormentato. Sì trova oggi ad esprimere con lettera consolidata dall’esperienza umana un corpo pieno d’azione per quello che dobbiamo fare, anche se non capiamo la sua combinazione, suddivisa a due, nell’unica parola, tra il lamento del passato e, presente. Disposto, dalla persona, naturale e spirituale. - Capace, di percepire l’anima, del Padre Celeste -. In chi é, già risorto. - Prima di tutti i secoli -. Possibile, grazie alla vita. Realizzato e, riportato in questa vita, pericolosa. Non meritando, il sesso, di un solo corpo, maschile e femminile. Nel suo unigenito e, figlio, del padre eterno. Tanto da far capire il tutto della passata scritturale del giusto caduto per sette volte e rialzato a portarci con la sua saggezza l’era di questo presente tempo dell’uomo alla regolare anima spirituale e naturale - la velia -, poi il respiro senza dolore. Un fuggente sentito. In altre parole, un forte sentore, quasi turbolento, al vento della paura, che: coincide nel piano di Dio. Capace, d’angosciare l’intera umanità. Quale corpo umano, tuttora in preda, al proprio destino. Una realtà spezzata e, collegata dal molto particolare che: resta tra il bene e il male. Vale per chiedersi quel simile perché… le braccia degli empi saranno spezzate, da quella formula per la quale i popoli e la gente - tutta da credere alla propria discendenza -. L'empio prende in prestito e non restituisce, ... la discendenza degli empi sarà sterminata. Sì scrive nel programma personale, che viaggia con l’eterno cuore a seguire l'uomo! Il quale, non segue: il consiglio degli empi. Lui, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti. Fin qui scopri tutte le domande e le risposte dell'utente avendo tutte le qualità per avvicinarsi sbagliando a coincidere il bene e il male nella battaglia da combattere mescolando il proprio sentore come qualità proveniente dalla perfezione e parola perfettamente creata dal creatore l’essere sottoposto all’antologia. Insegnando e, imparando dalla natura. Qual umanità naturale e spirituale, sente l’uomo, in genere. Persona che, crede senza lì come e senza lì perché. Esiste già tutto e, c’è nell'aria di quest’universo anche il nuovo ed unico profumo, che tuttora vive di quell’essenza che emana l’occhio di Dio.
In ogni caso il sole quando riscalda con i suoi raggi! Costantemente più forti! Il terreno, sì spoglia del suo peccato; e fiorisce come l’amore universale, sostentamento di vita)…
Per leggere, queste appropriate tenute; scritte con il diario di vita. In un paradiso, che: rassomiglia tanto all’inferno. L’empio quotidiano dell’uomo presente -. Un giorno arriva come quel passato, presente: nella mia temporale e, personale anima. In altre parole, l’insegnante, maestro di vita, per il paradiso che, spetta a tutti gli uomini di buona condotta. Vale a ricordare Antonio e Anna, sposata con un uomo più maturo di lei e con due figli adolescenti, di cui un affetto di come il fratello minore Pasquale fu luigi Pellegrino. Padre, buonanima di mia moglie Anna. Un momento più che consapevole, per avere qualcosa di come la parola di Dio - porta nel paradiso dei sereni corpi celesti ed umani figli suoi più, visti dall’uomo in genere.
Si tratta quindi di capire e sentire le due anime con una sola recitazione di corpo naturale spirituale della singola persona. Personalizzando il tutto e confrontando il bene con il male! Qual, divide ed unisce; e si confrontano attraverso il pensiero celeste e l’altro d’appartenenza del momento terreno.
Antonio scrive trasmettendo al lettore il suo personaggio. Qual ha per intesa comune una vitalità serena e tormentata al contempo.
Volendo capire non è la storia, di quelle note e che hanno toccato l’inferno o il paradiso ma un vertice nella parola che di vorticoso c’è un balletto appropriato al proprio modo di sapersi mettere a scrivere e ad esprimere non il successo ma il sentito religioso personalizzato a modo di come il destino d’ognuno poeta-scrive per abbondanza della vivente parola il Dio e, di qualcuno che ricatta qualcun altro convinto in tal modo di poterne conquistare l’amore.
Antonio Tomaiuolo si spinge però più oltre su due versanti. Affronta, infatti, il tema della comune serenità, il paradiso e l’inferno nel suo complesso bugiardo e violento pensiero che infiamma la vicina femminilità compagna e madre dei suoi due figli ormai giovinetti agli occhi del padre. Il quale spesso é poco considerato, dalla moglie Anna. Dai suoi coniugati nascituri! Un uomo che ha poche sciante per le sue relazioni sessuali ormai non, è più amato come quell’innamoramento iniziale che bacia la vita ad un corpo di ventenni e meno al modo considerato più "colpevole" dal senso comune rispetto alla situazione inversa.

Antonio padre di questi due puberali animi non abusano mai della sua paternità e di marito che gli sembra essere poco considerato perché è lui meno forte, di ieri. Sarà perché malato e poco interessante fisicamente forse siamo alla fine e da scoprire c’é poco o più di niente per il nulla dei vincitori o solo dei perdenti. Proprio per questo, se decidete di andare in paradiso, siate sereni e capaci di non irritarvi nel vederlo, arrabbiato perché anticipa il finale senza scrivere il silenzio infuocato per sofferenza.

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