Manfredonia – “LA
titolarità degli impianti spetta agli ATO. Senza impianti qualsiasi ipotesi di
differenziata – tramite porta a porta – non avrebbe più senso. Non avrebbe
senso non potendo infatti conferire la FORSU che rimarrebbe per questo
bloccata. Il nostro obiettivo resta quello di andare avanti con i progetti.
Ricordo che l’Ase è un’azienda di servizio che svolge un servizio sulla base
del contratto tra PA e azienda. Non essendo una società privata ma in ho-use è
evidente che non abbiamo titolarità giuridica né per il progetto del
porta a porta né tantomeno per il prossimo impianto di bio-stabilizzazione perché
il tutto dipende dal Comune. Come azienda di servizi siamo lieti di mettere a
disposizione le nostre professionalità e il nostro management; nel
frattempo continuiamo a sensibilizzare la popolazione, in primis l’universo
scuole, sulle tematiche ambientali”. E’ quanto riferito ieri
dall’amministratore unico dell’Ase di Manfredonia, Giuseppe Dicembrino,
in occasione del corso di formazione dedicato agli insegnanti
del territorio, di ogni ordine e grado, in ambito di tematiche ambientali.
“I bambini di oggi saranno gli adulti di domani – dice a Stato il responsabile di CONAI dr. Luca Piatto (che dovrebbe co-finanziare un progetto per il porta a porta a spinta a Manfredonia, con titolarità della soc.coop. ERICA di Alba, ndR) – è dunque importante fare arrivare gli stessi questi messaggi; a riguardo esprimo la mia soddisfazione per la collaborazione in corso con l’Ase di Manfredonia”. Come previsto infatti dalle normative vigenti, la Pubblica Amministrazione è tenuta ad attivarsi per la comunicazione delle tematiche citate, relativamente alla raccolta del ciclo completo dei rifiuti, con discorso che riporta alla recenti modifiche dopo la riforma degli ATO (cui spetta la titolarità degli impianti).
IL CORSO DI FORMAZIONE A PALAZZO CELESTINI. Ieri dunque il corso nell’Auditorium dei Celestini, successivo ad un precedente incontro propedeutico svoltosi a novembre; presenti per l’ASE (municipalizzata del Comune, dedita al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti) i responsabili dell’area tecnica Gaetano Palumbo e Lorenzo Damiano, oltre naturalmente all’amministratore unico Giuseppe Dicembrino. Fra le presenze quelle di Giancarlo D’Isita del Movimento social sipontino di Manfredonia; inoltre fitta la rappresentanza degli studenti di Manfredonia, fra i quali quelli del liceo scientifico G.Galilei (Alessandro, Saverio, Roberta, fra gli altri, vedi video intervista).
PER MANFREDONIA DUE PROGETTI: PORTA A PORTA E IMPIANTO DI BIOSTABILIZZAZIONE. Si ricorda che sarebbero due i progetti di prossima attivazione dell’assessorato all’ambiente del Comune di Manfredonia: progetto ERICA (coop. torinese, vedi in seguito), per il porta a porta, oltre all’implementazione di un impianto di bio-stabilizzazione nell’area ex Enichem ( Manfredonia: l’impianto per la produzione di compost).
PROGETTO ERICA. Come si ricorderà, erano stati i rappresentanti del Movimento social sipontino a richiedere al sindaco Riccardi- come emerso anche in un incontro al LUC – la promozione di un progetto con ERICA (Educazione Ricerca Informazione Comunicazione Ambientale, soc. coop di Alba, Cuneo) cofinanziato dal CONAI. “Quello che noi del Movimento Social-sipontino proponemmo al sindaco Riccardi fu l’appoggio da parte dell’Amministrazione ad un progetto mirato proprio all’educazione e alla formazione della cittadinanza (soprattutto i più piccoli) per poi partire con il progetto redatto per il Comune dal dott. Roberto Cavallo e dal CONAI. In buona parte sono rimaste solo parole”, ha detto comunque D’Isita. “L’amministrazione nella persona del sindaco Riccardi non è riuscita finora a dare forma al progetto, a nostro avviso per diversi motivi”, dice D’Isita. “Innanzitutto è mancata la volontà da parte dell’amministrazione di adottare tutti quegli atteggiamenti che creassero i presupposti per una riduzione del rifiuto a monte (anziché sprecare energie e fondi per smaltire i rifiuti a valle)”. “Ad esempio si poteva vietare a tutti gli edifici pubblici e scuole la vendita o l’uso di prodotti o alimenti con imballaggi superflui, bottiglie di plastica e quant’altro”.
“In secondo luogo per non essere sommersi dai rifiuti in rifiuti è necessario e fondamentale che il Comune ed il sindaco stesso si convincano dell’importanza della comunicazione con gli altri enti. Le difficoltà (come i fondi e gli spazi) si superano insieme e la politica dovrebbe servire proprio a superarle”, termina D’ISITA.
FOCUS CONAI. Si ricorda che CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi – è il consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea e recepiti in Italia attraverso il Decreto Ronchi (ora Dlgs. 152/06).
CONAI è l’organismo che il Decreto ha delegato per garantire il passaggio da un sistema di gestione basato sulla discarica a un sistema integrato di gestione basato sul recupero e sul riciclo dei rifiuti di imballaggio. CONAI è il perno di uno dei sistemi europei più efficaci ed efficienti di recupero e valorizzazione dei materiali di imballaggio basato sul principio della responsabilità condivisa del mondo delle imprese nei confronti dell’ambiente e su un livello di contributi ambientali che è fra i più bassi d’Europa.
Infine, CONAI è una delle più grandi realtà consortili in Europa con oltre 1.400.000 aziende iscritte, chiara testimonianza di una massiccia adesione del mondo imprenditoriale agli obiettivi di recupero dei materiali riciclabili e al modello scelto per raggiungere questi obiettivi
“I bambini di oggi saranno gli adulti di domani – dice a Stato il responsabile di CONAI dr. Luca Piatto (che dovrebbe co-finanziare un progetto per il porta a porta a spinta a Manfredonia, con titolarità della soc.coop. ERICA di Alba, ndR) – è dunque importante fare arrivare gli stessi questi messaggi; a riguardo esprimo la mia soddisfazione per la collaborazione in corso con l’Ase di Manfredonia”. Come previsto infatti dalle normative vigenti, la Pubblica Amministrazione è tenuta ad attivarsi per la comunicazione delle tematiche citate, relativamente alla raccolta del ciclo completo dei rifiuti, con discorso che riporta alla recenti modifiche dopo la riforma degli ATO (cui spetta la titolarità degli impianti).
IL CORSO DI FORMAZIONE A PALAZZO CELESTINI. Ieri dunque il corso nell’Auditorium dei Celestini, successivo ad un precedente incontro propedeutico svoltosi a novembre; presenti per l’ASE (municipalizzata del Comune, dedita al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti) i responsabili dell’area tecnica Gaetano Palumbo e Lorenzo Damiano, oltre naturalmente all’amministratore unico Giuseppe Dicembrino. Fra le presenze quelle di Giancarlo D’Isita del Movimento social sipontino di Manfredonia; inoltre fitta la rappresentanza degli studenti di Manfredonia, fra i quali quelli del liceo scientifico G.Galilei (Alessandro, Saverio, Roberta, fra gli altri, vedi video intervista).
PER MANFREDONIA DUE PROGETTI: PORTA A PORTA E IMPIANTO DI BIOSTABILIZZAZIONE. Si ricorda che sarebbero due i progetti di prossima attivazione dell’assessorato all’ambiente del Comune di Manfredonia: progetto ERICA (coop. torinese, vedi in seguito), per il porta a porta, oltre all’implementazione di un impianto di bio-stabilizzazione nell’area ex Enichem ( Manfredonia: l’impianto per la produzione di compost).
PROGETTO ERICA. Come si ricorderà, erano stati i rappresentanti del Movimento social sipontino a richiedere al sindaco Riccardi- come emerso anche in un incontro al LUC – la promozione di un progetto con ERICA (Educazione Ricerca Informazione Comunicazione Ambientale, soc. coop di Alba, Cuneo) cofinanziato dal CONAI. “Quello che noi del Movimento Social-sipontino proponemmo al sindaco Riccardi fu l’appoggio da parte dell’Amministrazione ad un progetto mirato proprio all’educazione e alla formazione della cittadinanza (soprattutto i più piccoli) per poi partire con il progetto redatto per il Comune dal dott. Roberto Cavallo e dal CONAI. In buona parte sono rimaste solo parole”, ha detto comunque D’Isita. “L’amministrazione nella persona del sindaco Riccardi non è riuscita finora a dare forma al progetto, a nostro avviso per diversi motivi”, dice D’Isita. “Innanzitutto è mancata la volontà da parte dell’amministrazione di adottare tutti quegli atteggiamenti che creassero i presupposti per una riduzione del rifiuto a monte (anziché sprecare energie e fondi per smaltire i rifiuti a valle)”. “Ad esempio si poteva vietare a tutti gli edifici pubblici e scuole la vendita o l’uso di prodotti o alimenti con imballaggi superflui, bottiglie di plastica e quant’altro”.
“In secondo luogo per non essere sommersi dai rifiuti in rifiuti è necessario e fondamentale che il Comune ed il sindaco stesso si convincano dell’importanza della comunicazione con gli altri enti. Le difficoltà (come i fondi e gli spazi) si superano insieme e la politica dovrebbe servire proprio a superarle”, termina D’ISITA.
FOCUS CONAI. Si ricorda che CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi – è il consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea e recepiti in Italia attraverso il Decreto Ronchi (ora Dlgs. 152/06).
CONAI è l’organismo che il Decreto ha delegato per garantire il passaggio da un sistema di gestione basato sulla discarica a un sistema integrato di gestione basato sul recupero e sul riciclo dei rifiuti di imballaggio. CONAI è il perno di uno dei sistemi europei più efficaci ed efficienti di recupero e valorizzazione dei materiali di imballaggio basato sul principio della responsabilità condivisa del mondo delle imprese nei confronti dell’ambiente e su un livello di contributi ambientali che è fra i più bassi d’Europa.
Infine, CONAI è una delle più grandi realtà consortili in Europa con oltre 1.400.000 aziende iscritte, chiara testimonianza di una massiccia adesione del mondo imprenditoriale agli obiettivi di recupero dei materiali riciclabili e al modello scelto per raggiungere questi obiettivi
Bari
– “Dalle reazioni di alcuni comuni destinatari del provvedimento di nomina di
commissari ad acta comprendo che c’è la necessità di un ulteriore chiarimento:
in primo luogo non vi è nel provvedimento alcun intento sanzionatorio. La
nomina dei commissari, individuati nelle figure apicali degli uffici tecnici
dei comuni interessati, è una maniera per investire la struttura tecnica del
compito di preparare e presentare progetti, da
finanziare con i fondi PO FESR 2007-2013, che stimolino e rilancino la
differenziata. Il tutto nell’ottica di far concorrere tutti i comuni a
migliorare il dato regionale.” A dichiararlo l’Assessore alla Qualità
dell’Ambiente Lorenzo Nicastro.
“In uno spirito costruttivo di collaborazione – prosegue Nicastro – cerchiamo di favorire l’interlocuzione tecnica tra le strutture locali e quelle regionali per investire i 38milioni di euro messi a disposizione e che, in larga parte sono rimasti inutilizzati. La via del commissariamento, peraltro percorsa in altri momenti della storia regionale, ha come unico fine quello di supportare gli uffici comunali nel lavoro di elaborazione dei progetti. Ricordo, a chi ulula alla luna, che la Regione nel 2008 commissariò l’ATO BR2 che all’epoca aveva dati di differenziata più bassi della regione. Oggi quell’ATO è la più virtuosa con una media annuale di differenziata nel 2011 del 46%”.
“Per queste motivazioni invito – conclude Nicastro – a rimboccarsi le maniche e lavorare alla preparazione di progetti che possano potenziare la differenziata, sfruttando questa occasione per farlo in maniera efficace. Non credo che il cliché dello scontro tra istituzioni o, peggio, tra parti politiche sia utile al raggiungimento degli obiettivi comuni”.
“In uno spirito costruttivo di collaborazione – prosegue Nicastro – cerchiamo di favorire l’interlocuzione tecnica tra le strutture locali e quelle regionali per investire i 38milioni di euro messi a disposizione e che, in larga parte sono rimasti inutilizzati. La via del commissariamento, peraltro percorsa in altri momenti della storia regionale, ha come unico fine quello di supportare gli uffici comunali nel lavoro di elaborazione dei progetti. Ricordo, a chi ulula alla luna, che la Regione nel 2008 commissariò l’ATO BR2 che all’epoca aveva dati di differenziata più bassi della regione. Oggi quell’ATO è la più virtuosa con una media annuale di differenziata nel 2011 del 46%”.
“Per queste motivazioni invito – conclude Nicastro – a rimboccarsi le maniche e lavorare alla preparazione di progetti che possano potenziare la differenziata, sfruttando questa occasione per farlo in maniera efficace. Non credo che il cliché dello scontro tra istituzioni o, peggio, tra parti politiche sia utile al raggiungimento degli obiettivi comuni”.
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