sabato 14 dicembre 2013

5.06.2014 Ho provato a non scrivere niente del santo di Oggi Bonifacio

Oggi San Bonifacio per la chiesa è un giorno da ricordare perché quest’anima stava molto bene in Inghilterra prima di essere trasferito da Roma in Germania come vescovo e per poi essere ammazzato dai pagani.
     Lo strampalato scrive questo per chiamata di gioco di parola non per altro che il senso non entra in questa mia che si va per cingere a scrivere superficialmente senza dire niente di lui e neanche degli altri che all’inizio fa bene leggere la bibbia per storia da raccontare e per l’utile d’imparare a vivere con serenità per il mondo che sceglie il cuore di Dio.  

    Dopo aver letto il capitolo diciassette di Giovanni entro in estasi e penso come un corpo addormentato ma che torni a rileggere le stesse cose di ieri oggi e domani. Così con questa grazia appendo tutto nell’alto dei cieli meraviglioso e mi appeso - lisco con il capo sopra il tavolo senza strafare. E che succede? Che penso e rifaccia mentalmente gli stessi giri di parola che non posso fare a meno di viaggiare criticando me stesso prima degli altri increduli lettori. Di pazienti vissuti oltre gli anni dell’uomo di ieri, oggi e domani in questa terra che non c’è modo di scrivere nei numeri della matematica e della scienza che c’è solo pensiero vacante per il nulla che porta un mondo Teleste niente ETNAGIGANTE in “Solo Voce”.Oggi il mio stato di salute è moscio come il detto del sottocapo uccello non volatile; e per questa molla anima ci voglio giocare. Per indurire il sopra detto ammosciato per parola aperte e pensieri da leggere a dire quando l’anima esalta il corpo. Un vero omaggio a uno delle persone capaci di trasmettere scrivendo l'unicità di un semplice elemento sulla parola che porta battaglia dello spirito più sottoposto a lettura. Un bene e un simile male, che possa avere il santo. E non è di qua ma trova spazio in me per la stessa santissima immagine che spaventa la pagina come anima ed elemento fuso tra cose mai avvenute scientificamente parlando legno, con il piombo, alluminio, rame e ferro ma che avverrà in tutt'uno. Come: il padre figlio e spirito santo. La parola “usata” qua è qualcosa di provocante perché nudo nel pensiero mostrato fin qua niente. E si è di nuovo messo a scrivere con la stessa nudità della parola mostrata con molta apertura all’arte che non può sballare. In ogni caso la parola mostrata dal sottocapo una volta ti faceva prendere volo solo pensando all’uccello umano fuori da ogni logica animalesca volava con la fantasia e immaginazione di campo per essere arrivata a essere madre. E questa cosa oggi la scriviamo per far capire bene cos’è l’arte dell’arrangiarsi a mangiare piselli e carne di maiale anziché simile zuppa femminile che scopre lo stato di salute che si trova sempre nello stesso sottobosco della pineta e che ognuno ha per se il nido del proprio uccello che va per essere immortalato nel quadro generale della sopra avanzata età.  E mi scrivo da come l’artista del tempo pennella una tela per arrivare a fine risultato con la cornice per l’arte e quadro mai pubblicato, anche se è a buon mercato, arriva della performance l’invisibile parola che ha per difetto l’uni dei pensieri in una sola cosa perché unità di misura per qualità e peso da rifare per mestizia almeno una foto ricordo. Ora accettando la mia parola interpretata per far estrarre in situazione come fatto che si potrebbe ridurre questa performance. A un atto esibizionista di come questa mente estrosa racconta l’importanza dichiarata. Come artista nella sua unicità a scrivere tale arte scomposta ma attirata dall’unione che guarda e legge i pensieri già composti a seduta stante è fatta. In altre parole scrivendo in questa pagina che voi state vedendo guardate la mia sciocca cosa creata da uno e più elemento per lettere e passaggio in un’unica parola di qualità sottoposta dal capo centrale a metà corpo tra testa e gambe. Tutto a buon mercato. La qualità e il prezzo perché non pagherete niente leggendo la fine di questa parola. Che porta a termine la stessa creata per tesserla tale la tela dell’artista inventato.  Ecco allora la nuova opera artistica senza pennello e penna da scrivere il magico momento infelice del computer che tocca ferro rame e zinco, ma non fa tremar per mancanza di sentimento e vagina meccanica davanti alla parola innata per essere corpo umano e non d’altro che non porterebbe il ruolo del senso continuare.  
Ho provato a non scrivere niente ma poi ripensandoci a quel nulla che mi prende e che per il quale di ogni volta, che ci penso scrivo stringendo quell'imposizione dettata dalle anime altrui e, chiudo gli occhi vedendo il vuoto ma accanto a me e l'illusione di poterlo riavere il nulla che è già fra le mie idee delle quali non mi fa per niente felice.
Poi vedo la cosa che non c’è modo di sapere se niente e, il nulla è realtà. "Mi mancano” le parole per esprimere le due cose; in una sintesi di pensiero, senza muro. Della mia scritta, divisa: tra l’indifferenza. A vedere l’immensa nullità. Intravista dai propri, vuoti. Quali, ognuno, tristemente piange, tormentando il cuore. Già fintamente colpito e, che per niente triste. Colpisce gli occhi miei nelle tue che ci divide, è così immenso che non riesco a vederne la fine. Una lacrima scende sgorgandosi tra i cigli di quel pensiero triste agli occhi tuoi tormentoso e, il cuore, mi colpisce duramente a quella vista e così mi lascio cadere sul nulla, che racchiude dolcemente ogni parola per ricominciare da niente poi il nulla mi prende e dolcemente gli occhi ricominciandosi ad aprirsi si affievoliscono innanzi a niente e tutto per non sognare più nulla...

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