Carissimi e mi rivolgo in particolar modo a te
Matteo; non perché l’amica Maria - la tua consorte - é incapace di semplificare
la mia ingarbugliata lettura in dicitura ascritta semplicemente per
semplificare l’azione dei verbi e, delle cose semplici che ci raccontano in
vernacolo. Appunto- l’unica roba da: Sciaqqe e scitte”senza mettere niente a
soqquadro. Ci vuole un angelo per la differenziale; ma questa è tutta un’altra
cosa…Per questo voglio Comunque ricordare e, torniamo a noi
nell’esperienza di fare qualcosa per vedere una persona fatta di carne, ma
soprattutto essere uomo. - Quali accompagnano le parole e pensieri a volte
disconnessi e strampalati-. Da questo punto di vista che ha l’amico inconsapevolezza
di cosa vuole affermare l’ignoto, con la differenziale e il ragionamento
spirituale quale colpisce il corpo naturale d’ognuno ovunque il qualunque
scrive: lui trae di me l’emissione spirituale nel naturale e, scrive i tali
motivi che lo fremono a scrivere alle due care persone. Più tosto la
personalizzo a uno solo e non scontento nessuno se aggiungo il nuovo nome
iscritto nello statuto dei soci. Bonifacio è una persona “uomo” molto responsabile;
come del resto lo siamo anche io te e Maria. A ricordare l’importanza che io
don per noi. Da oggi Bonifacio testimone di Geova è iscritto nello statuto di
Bianca Neve, consorzio di pulizie e con la differenziata apriremo altro lavoro
ai vari soggetti in campo delle sperimentazione casa per appartamenti. Lotto
ancora da sperimentare. Non perché saprei apprendere meglio ma solo per il
fatto d’elementari modi e studi. Io purtroppo con i verbi sono capace anche di svuotare
il miglior pensiero della cosa ascritta come differenziata. Quale differenziarono
Adamo ed Eva nel campo della vita maschile e femminile. Oggi rileggendo Gedeone
mi s’inizia dall’amore grammaticale tanto che amo dio come me stesso e, più
dell’italiano meno di questo mondo generato da Noè, Abramo, Mosè ecc.ecc.. Fin
qui mi assento di scrivere della conoscenza Zippora. Ora se lo faccio con questa scritta racconto solo cose già
ripetute da altri simili figli d’Isacco. Bene! Il troppo guasta e io sono
uscito già parecchio fuori dalle righe e pensiero che prolungo, nel modo da
fare in anacoluto senso. Antonio è sgrammaticato ma scrive per sé e non
risponde agli altri che meglio sanno fare. Preparo questa prossima lettura a te
Matteo e similmente a Maria.
Così che ho pensato di raccontare l’emissione
mia personale con lo spirito personalizzato in qualunque e ovunque, l’ignoto
vive di racconti e non della differenziale che appresso commenta nel silenzio.
Ti racconto le cose misteriose lui mi disse che la fede nasca dall’onnipotenza
divina, dall’accoglienza del grazia del Signore che ci salva e ci aiuta a
superare qualsiasi ostacolo. Quest’emozione taglia il saldato senso delle torce
distaccata a riconoscere con la luce l’uomo. Continuo così proprio come
l’ignoto scoperto con gli amici e visualizzo il tutto richiamandolo per nome Gedeone,
in ebraico “tagliatore”, forse in memoria dell’attività svolta dalla sua
famiglia. Sfavillante di colpi di scena, la sua vicenda è narrata dal capitolo sei
del libro dei Giudici. Gedeone aveva come secondo nome Ierub-baal, assai più
paganeggiante, in quanto Baal (“Signore”) era il titolo della divinità
principale dei cananei, popolazione indigena della Terra Santa.
Un giorno un angelo, messaggero del Signore, gli apparve per conferirgli una singolare quanto bellicosa investitura: combattente per la libertà di Israele dall’oppressione dei Madianiti, popolo imparentato con gli Ebrei in quanto discendente da Abramo e di cui esponente più famosa fu Zippora, moglie di Mosè. Al povero Gedeone, cosciente della sua debolezza, non restò che replicare: “Signore mio, come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera della tribù di Manasse e io sono il più piccolo della casa di mio padre” (6,15).Ma Dio non esitò a porgergli un duplice segno di protezione, lanciandolo così nuovamente in un’avventura segnata dal primato della grazia. Fu così che della poderosa massa di Ebrei pronti a combattere contro i Madianiti, Gedeone decise di licenziarne in partenza 22000 e dei restanti ne selezionò solamente 300 mediante una particolare prova, consistente nel saper conservare calma e dignità anche qualora la sete avesse bruciato loro la gola. Infatti solo con pochi e scelti combattenti si sarebbe potuto evitare che “Israele si vantasse dicendo: La mia mano mi ha salvato!” (7,2).A notte inoltrata Gedeone fece accostare all’accampamento madianita il suo plotone scelto suddividendolo in tre differenti tronconi, tutti recanti una tromba e brocche vuote contenenti una fiaccola. All’ordine del capo, “le tre schiere suonarono le trombe e spezzarono le brocche, tenendo le fiaccole con la sinistra e con la destra le trombe per suonare e gridarono: La spada per il Signore e per Gedeone!... Tutto l’accampamento si mise a correre, a gridare, a fuggire”, mentre i nemici si colpivano alla cieca tra loro (7, 20-22). Questi nonché numerosi altri successi spinsero gli Ebrei ad offrire a Gedeone la corona di Israele, ma egli, riconfermandosi uomo semplice e debole, replicò loro con fermezza: “Io non regnerò su di voi né mio figlio regnerà; il Signore regnerà su di voi!” (8,23).
Questo antico personaggio, ma al tempo stesso anche molto attuale, è venerato come santo dalla Chiesa Cattolica. Il nuovo Martyrologium Romanum ha perciò inserito in data 26 settembre la “Commemorazione di San Gedeone, della tribù di Manasse, giudice di Israele, che come ebbe ricevuto il segno della rugiada sul vello dal Signore, con la forza di Dio distrusse l’altare di Baal e liberò il popolo di Israele dai nemici”.
Un giorno un angelo, messaggero del Signore, gli apparve per conferirgli una singolare quanto bellicosa investitura: combattente per la libertà di Israele dall’oppressione dei Madianiti, popolo imparentato con gli Ebrei in quanto discendente da Abramo e di cui esponente più famosa fu Zippora, moglie di Mosè. Al povero Gedeone, cosciente della sua debolezza, non restò che replicare: “Signore mio, come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera della tribù di Manasse e io sono il più piccolo della casa di mio padre” (6,15).Ma Dio non esitò a porgergli un duplice segno di protezione, lanciandolo così nuovamente in un’avventura segnata dal primato della grazia. Fu così che della poderosa massa di Ebrei pronti a combattere contro i Madianiti, Gedeone decise di licenziarne in partenza 22000 e dei restanti ne selezionò solamente 300 mediante una particolare prova, consistente nel saper conservare calma e dignità anche qualora la sete avesse bruciato loro la gola. Infatti solo con pochi e scelti combattenti si sarebbe potuto evitare che “Israele si vantasse dicendo: La mia mano mi ha salvato!” (7,2).A notte inoltrata Gedeone fece accostare all’accampamento madianita il suo plotone scelto suddividendolo in tre differenti tronconi, tutti recanti una tromba e brocche vuote contenenti una fiaccola. All’ordine del capo, “le tre schiere suonarono le trombe e spezzarono le brocche, tenendo le fiaccole con la sinistra e con la destra le trombe per suonare e gridarono: La spada per il Signore e per Gedeone!... Tutto l’accampamento si mise a correre, a gridare, a fuggire”, mentre i nemici si colpivano alla cieca tra loro (7, 20-22). Questi nonché numerosi altri successi spinsero gli Ebrei ad offrire a Gedeone la corona di Israele, ma egli, riconfermandosi uomo semplice e debole, replicò loro con fermezza: “Io non regnerò su di voi né mio figlio regnerà; il Signore regnerà su di voi!” (8,23).
Questo antico personaggio, ma al tempo stesso anche molto attuale, è venerato come santo dalla Chiesa Cattolica. Il nuovo Martyrologium Romanum ha perciò inserito in data 26 settembre la “Commemorazione di San Gedeone, della tribù di Manasse, giudice di Israele, che come ebbe ricevuto il segno della rugiada sul vello dal Signore, con la forza di Dio distrusse l’altare di Baal e liberò il popolo di Israele dai nemici”.
Manfredonia – “LA
titolarità degli impianti spetta agli ATO. Senza impianti qualsiasi ipotesi di
differenziata – tramite porta a porta – non avrebbe più senso. Non avrebbe
senso non potendo infatti conferire la FORSU che rimarrebbe per questo
bloccata. Il nostro obiettivo resta quello di andare avanti con i progetti.
Ricordo che l’Ase è un’azienda di servizio che svolge un servizio sulla base
del contratto tra PA e azienda. Non essendo una società privata ma in ho-use è
evidente che non abbiamo titolarità giuridica né per il progetto del
porta a porta né tantomeno per il prossimo impianto di bio-stabilizzazione perché
il tutto dipende dal Comune. Come azienda di servizi siamo lieti di mettere a
disposizione le nostre professionalità e il nostro management; nel
frattempo continuiamo a sensibilizzare la popolazione, in primis l’universo
scuole, sulle tematiche ambientali”. E’ quanto riferito ieri
dall’amministratore unico dell’Ase di Manfredonia, Giuseppe Dicembrino,
in occasione del corso di formazione dedicato agli insegnanti
del territorio, di ogni ordine e grado, in ambito di tematiche ambientali.
“I bambini di oggi saranno gli adulti di domani – dice a Stato il responsabile di CONAI dr. Luca Piatto (che dovrebbe co-finanziare un progetto per il porta a porta a spinta a Manfredonia, con titolarità della soc.coop. ERICA di Alba, ndR) – è dunque importante fare arrivare gli stessi questi messaggi; a riguardo esprimo la mia soddisfazione per la collaborazione in corso con l’Ase di Manfredonia”. Come previsto infatti dalle normative vigenti, la Pubblica Amministrazione è tenuta ad attivarsi per la comunicazione delle tematiche citate, relativamente alla raccolta del ciclo completo dei rifiuti, con discorso che riporta alla recenti modifiche dopo la riforma degli ATO (cui spetta la titolarità degli impianti).
IL CORSO DI FORMAZIONE A PALAZZO CELESTINI. Ieri dunque il corso nell’Auditorium dei Celestini, successivo ad un precedente incontro propedeutico svoltosi a novembre; presenti per l’ASE (municipalizzata del Comune, dedita al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti) i responsabili dell’area tecnica Gaetano Palumbo e Lorenzo Damiano, oltre naturalmente all’amministratore unico Giuseppe Dicembrino. Fra le presenze quelle di Giancarlo D’Isita del Movimento social sipontino di Manfredonia; inoltre fitta la rappresentanza degli studenti di Manfredonia, fra i quali quelli del liceo scientifico G.Galilei (Alessandro, Saverio, Roberta, fra gli altri, vedi video intervista).
PER MANFREDONIA DUE PROGETTI: PORTA A PORTA E IMPIANTO DI BIOSTABILIZZAZIONE. Si ricorda che sarebbero due i progetti di prossima attivazione dell’assessorato all’ambiente del Comune di Manfredonia: progetto ERICA (coop. torinese, vedi in seguito), per il porta a porta, oltre all’implementazione di un impianto di bio-stabilizzazione nell’area ex Enichem ( Manfredonia: l’impianto per la produzione di compost).
PROGETTO ERICA. Come si ricorderà, erano stati i rappresentanti del Movimento social sipontino a richiedere al sindaco Riccardi- come emerso anche in un incontro al LUC – la promozione di un progetto con ERICA (Educazione Ricerca Informazione Comunicazione Ambientale, soc. coop di Alba, Cuneo) cofinanziato dal CONAI. “Quello che noi del Movimento Social-sipontino proponemmo al sindaco Riccardi fu l’appoggio da parte dell’Amministrazione ad un progetto mirato proprio all’educazione e alla formazione della cittadinanza (soprattutto i più piccoli) per poi partire con il progetto redatto per il Comune dal dott. Roberto Cavallo e dal CONAI. In buona parte sono rimaste solo parole”, ha detto comunque D’Isita. “L’amministrazione nella persona del sindaco Riccardi non è riuscita finora a dare forma al progetto, a nostro avviso per diversi motivi”, dice D’Isita. “Innanzitutto è mancata la volontà da parte dell’amministrazione di adottare tutti quegli atteggiamenti che creassero i presupposti per una riduzione del rifiuto a monte (anziché sprecare energie e fondi per smaltire i rifiuti a valle)”. “Ad esempio si poteva vietare a tutti gli edifici pubblici e scuole la vendita o l’uso di prodotti o alimenti con imballaggi superflui, bottiglie di plastica e quant’altro”.
“In secondo luogo per non essere sommersi dai rifiuti in rifiuti è necessario e fondamentale che il Comune ed il sindaco stesso si convincano dell’importanza della comunicazione con gli altri enti. Le difficoltà (come i fondi e gli spazi) si superano insieme e la politica dovrebbe servire proprio a superarle”, termina D’ISITA.
FOCUS CONAI. Si ricorda che CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi – è il consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea e recepiti in Italia attraverso il Decreto Ronchi (ora Dlgs. 152/06).
CONAI è l’organismo che il Decreto ha delegato per garantire il passaggio da un sistema di gestione basato sulla discarica a un sistema integrato di gestione basato sul recupero e sul riciclo dei rifiuti di imballaggio. CONAI è il perno di uno dei sistemi europei più efficaci ed efficienti di recupero e valorizzazione dei materiali di imballaggio basato sul principio della responsabilità condivisa del mondo delle imprese nei confronti dell’ambiente e su un livello di contributi ambientali che è fra i più bassi d’Europa.
Infine, CONAI è una delle più grandi realtà consortili in Europa con oltre 1.400.000 aziende iscritte, chiara testimonianza di una massiccia adesione del mondo imprenditoriale agli obiettivi di recupero dei materiali riciclabili e al modello scelto per raggiungere questi obiettivi
“I bambini di oggi saranno gli adulti di domani – dice a Stato il responsabile di CONAI dr. Luca Piatto (che dovrebbe co-finanziare un progetto per il porta a porta a spinta a Manfredonia, con titolarità della soc.coop. ERICA di Alba, ndR) – è dunque importante fare arrivare gli stessi questi messaggi; a riguardo esprimo la mia soddisfazione per la collaborazione in corso con l’Ase di Manfredonia”. Come previsto infatti dalle normative vigenti, la Pubblica Amministrazione è tenuta ad attivarsi per la comunicazione delle tematiche citate, relativamente alla raccolta del ciclo completo dei rifiuti, con discorso che riporta alla recenti modifiche dopo la riforma degli ATO (cui spetta la titolarità degli impianti).
IL CORSO DI FORMAZIONE A PALAZZO CELESTINI. Ieri dunque il corso nell’Auditorium dei Celestini, successivo ad un precedente incontro propedeutico svoltosi a novembre; presenti per l’ASE (municipalizzata del Comune, dedita al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti) i responsabili dell’area tecnica Gaetano Palumbo e Lorenzo Damiano, oltre naturalmente all’amministratore unico Giuseppe Dicembrino. Fra le presenze quelle di Giancarlo D’Isita del Movimento social sipontino di Manfredonia; inoltre fitta la rappresentanza degli studenti di Manfredonia, fra i quali quelli del liceo scientifico G.Galilei (Alessandro, Saverio, Roberta, fra gli altri, vedi video intervista).
PER MANFREDONIA DUE PROGETTI: PORTA A PORTA E IMPIANTO DI BIOSTABILIZZAZIONE. Si ricorda che sarebbero due i progetti di prossima attivazione dell’assessorato all’ambiente del Comune di Manfredonia: progetto ERICA (coop. torinese, vedi in seguito), per il porta a porta, oltre all’implementazione di un impianto di bio-stabilizzazione nell’area ex Enichem ( Manfredonia: l’impianto per la produzione di compost).
PROGETTO ERICA. Come si ricorderà, erano stati i rappresentanti del Movimento social sipontino a richiedere al sindaco Riccardi- come emerso anche in un incontro al LUC – la promozione di un progetto con ERICA (Educazione Ricerca Informazione Comunicazione Ambientale, soc. coop di Alba, Cuneo) cofinanziato dal CONAI. “Quello che noi del Movimento Social-sipontino proponemmo al sindaco Riccardi fu l’appoggio da parte dell’Amministrazione ad un progetto mirato proprio all’educazione e alla formazione della cittadinanza (soprattutto i più piccoli) per poi partire con il progetto redatto per il Comune dal dott. Roberto Cavallo e dal CONAI. In buona parte sono rimaste solo parole”, ha detto comunque D’Isita. “L’amministrazione nella persona del sindaco Riccardi non è riuscita finora a dare forma al progetto, a nostro avviso per diversi motivi”, dice D’Isita. “Innanzitutto è mancata la volontà da parte dell’amministrazione di adottare tutti quegli atteggiamenti che creassero i presupposti per una riduzione del rifiuto a monte (anziché sprecare energie e fondi per smaltire i rifiuti a valle)”. “Ad esempio si poteva vietare a tutti gli edifici pubblici e scuole la vendita o l’uso di prodotti o alimenti con imballaggi superflui, bottiglie di plastica e quant’altro”.
“In secondo luogo per non essere sommersi dai rifiuti in rifiuti è necessario e fondamentale che il Comune ed il sindaco stesso si convincano dell’importanza della comunicazione con gli altri enti. Le difficoltà (come i fondi e gli spazi) si superano insieme e la politica dovrebbe servire proprio a superarle”, termina D’ISITA.
FOCUS CONAI. Si ricorda che CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi – è il consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea e recepiti in Italia attraverso il Decreto Ronchi (ora Dlgs. 152/06).
CONAI è l’organismo che il Decreto ha delegato per garantire il passaggio da un sistema di gestione basato sulla discarica a un sistema integrato di gestione basato sul recupero e sul riciclo dei rifiuti di imballaggio. CONAI è il perno di uno dei sistemi europei più efficaci ed efficienti di recupero e valorizzazione dei materiali di imballaggio basato sul principio della responsabilità condivisa del mondo delle imprese nei confronti dell’ambiente e su un livello di contributi ambientali che è fra i più bassi d’Europa.
Infine, CONAI è una delle più grandi realtà consortili in Europa con oltre 1.400.000 aziende iscritte, chiara testimonianza di una massiccia adesione del mondo imprenditoriale agli obiettivi di recupero dei materiali riciclabili e al modello scelto per raggiungere questi obiettivi
Bari
– “Dalle reazioni di alcuni comuni destinatari del provvedimento di nomina di
commissari ad acta comprendo che c’è la necessità di un ulteriore chiarimento:
in primo luogo non vi è nel provvedimento alcun intento sanzionatorio. La
nomina dei commissari, individuati nelle figure apicali degli uffici tecnici
dei comuni interessati, è una maniera per investire la struttura tecnica del
compito di preparare e presentare progetti, da
finanziare con i fondi PO FESR 2007-2013, che stimolino e rilancino la
differenziata. Il tutto nell’ottica di far concorrere tutti i comuni a
migliorare il dato regionale.” A dichiararlo l’Assessore alla Qualità
dell’Ambiente Lorenzo Nicastro.
“In uno spirito costruttivo di collaborazione – prosegue Nicastro – cerchiamo di favorire l’interlocuzione tecnica tra le strutture locali e quelle regionali per investire i 38milioni di euro messi a disposizione e che, in larga parte sono rimasti inutilizzati. La via del commissariamento, peraltro percorsa in altri momenti della storia regionale, ha come unico fine quello di supportare gli uffici comunali nel lavoro di elaborazione dei progetti. Ricordo, a chi ulula alla luna, che la Regione nel 2008 commissariò l’ATO BR2 che all’epoca aveva dati di differenziata più bassi della regione. Oggi quell’ATO è la più virtuosa con una media annuale di differenziata nel 2011 del 46%”.
“Per queste motivazioni invito – conclude Nicastro – a rimboccarsi le maniche e lavorare alla preparazione di progetti che possano potenziare la differenziata, sfruttando questa occasione per farlo in maniera efficace. Non credo che il cliché dello scontro tra istituzioni o, peggio, tra parti politiche sia utile al raggiungimento degli obiettivi comuni”.
“In uno spirito costruttivo di collaborazione – prosegue Nicastro – cerchiamo di favorire l’interlocuzione tecnica tra le strutture locali e quelle regionali per investire i 38milioni di euro messi a disposizione e che, in larga parte sono rimasti inutilizzati. La via del commissariamento, peraltro percorsa in altri momenti della storia regionale, ha come unico fine quello di supportare gli uffici comunali nel lavoro di elaborazione dei progetti. Ricordo, a chi ulula alla luna, che la Regione nel 2008 commissariò l’ATO BR2 che all’epoca aveva dati di differenziata più bassi della regione. Oggi quell’ATO è la più virtuosa con una media annuale di differenziata nel 2011 del 46%”.
“Per queste motivazioni invito – conclude Nicastro – a rimboccarsi le maniche e lavorare alla preparazione di progetti che possano potenziare la differenziata, sfruttando questa occasione per farlo in maniera efficace. Non credo che il cliché dello scontro tra istituzioni o, peggio, tra parti politiche sia utile al raggiungimento degli obiettivi comuni”.
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