sabato 7 dicembre 2013

La vita è come un pendolo

    Con il palindromo verbo aveva costatato il bustrofedico invertitore. Col quale, oggi gira –tracciando ogni forma, con voce speculativa, nel carattere “interrogativo”, dell’anima impropria, “alla” (preposizione articolata) -. Corso il rischio di che cosa?
Un giorno, durante la visita in casa nel palazzo di cura stanza 22 distinta come pazzi e non furbetti del giorno, trovai l’uomo a terra senza coscienza. L’anima naturale respirava ancora come quest’umile corpo capace di far riflettere la persona caduta incoscientemente sopra il pavimento dello stabile manicomio. Il responsabile mi vide e sì precipitò su me come un toro infuriato: “Alzi subito tuo suocero e portalo fuori a prendere un po’ d’aria per ripartire a vivere la libertà lasciata ai suoi figli dopo la morte della moglie - tua suocera buonanima - che oggi è sicuramente e, si sa che sta in paradiso come il San Dio di lassù. Nel campo di questa terra Il Padre!” urlò. “Vuol salire su senza mai più scherzare con i figli giusti per il cielo”? Pensai all’ingiustizia e all’anima terrena. Guardo da lassù l’ipocrisia e il suo viso mascherato; corre come un fiume e stella che viene giù in collera, ma solo per indicare la via dell’amore. Il San Dio di lassù insieme all’acqua della vita non scherzano mai e difetto per l’uomo senza amore e corpo naturale, Sbucato come gli spiriti corpi che non scioperano mai. Umiliato e fremente di rabbia impotente, dovetti piangere e raccogliere le lagrime della speciale figlia che aveva già pianto per il padre e, lui sputò alle preoccupazioni del bambinone pasquale. Il quale nacque per ultimo come questo pensiero compassionale che con una boccata di speranza e che non ha avuto l’anima genitrice di mia moglie in parola lasciata per portarla “fuori della terra per una casa celeste o solo per continuare nel mondo “ETNAGIGANTE” “Solo Voce”. E’ venuta per ritornare dalla sua palindroma parola, proprio come la mia consorte “Anna”. Ricordati sempre di questa visita riportata al padre e al sogno di chi non s’è visto mai addormentato. Oh mio Dio so di te! Lui s’è visto sul libro della vita proprio come queste parole spese da re, prendi la gran pazzia ed esaurisci i furbi dell’ultima ora senza cervello e anima che lasciano il corpo naturale per tornare da dove il nulla e cominciato per il niente ascritto all’eterno padre celeste. La vita è come un pendolo che oscilla incostantemente fra la noia e il dolore.
Sorridi…e la vita ti sorride! Che senso ha se amate i vostri amici?

La vita eterna non è della scienza perché già apparteneva alla parola del corpo consacrata col sacramento, perciò è anima di questi pensieri che oscillano a destare la chiesa con tutte le sue genti quali destano speranza senza sfruttamento e tristezza che uccide il cuore di Dio. 

Nessun commento:

Posta un commento