Con il palindromo verbo aveva
costatato il bustrofedico invertitore. Col quale, oggi gira –tracciando ogni
forma, con voce speculativa, nel carattere “interrogativo”, dell’anima
impropria, “alla” (preposizione articolata) -. Corso il rischio di che cosa?
Un giorno, durante la visita in
casa nel palazzo di cura stanza 22 distinta come pazzi e non furbetti del
giorno, trovai l’uomo a terra senza coscienza. L’anima naturale respirava
ancora come quest’umile corpo capace di far riflettere la persona caduta incoscientemente
sopra il pavimento dello stabile manicomio. Il responsabile mi vide e sì
precipitò su me come un toro infuriato: “Alzi subito tuo suocero e portalo
fuori a prendere un po’ d’aria per ripartire a vivere la libertà lasciata ai
suoi figli dopo la morte della moglie - tua suocera buonanima - che oggi è
sicuramente e, si sa che sta in paradiso come il San Dio di lassù. Nel campo di
questa terra Il Padre!” urlò. “Vuol salire su senza mai più scherzare con i
figli giusti per il cielo”? Pensai all’ingiustizia e all’anima terrena. Guardo
da lassù l’ipocrisia e il suo viso mascherato; corre come un fiume e stella che
viene giù in collera, ma solo per indicare la via dell’amore. Il San Dio di
lassù insieme all’acqua della vita non scherzano mai e difetto per l’uomo senza
amore e corpo naturale, Sbucato come gli spiriti corpi che non scioperano mai.
Umiliato e fremente di rabbia impotente, dovetti piangere e raccogliere le
lagrime della speciale figlia che aveva già pianto per il padre e, lui sputò
alle preoccupazioni del bambinone pasquale. Il quale nacque per ultimo come
questo pensiero compassionale che con una boccata di speranza e che non ha
avuto l’anima genitrice di mia moglie in parola lasciata per portarla “fuori
della terra per una casa celeste o solo per continuare nel mondo “ETNAGIGANTE”
“Solo Voce”. E’ venuta per ritornare dalla sua palindroma parola, proprio come
la mia consorte “Anna”. Ricordati sempre di questa visita riportata al padre e
al sogno di chi non s’è visto mai addormentato. Oh mio Dio so di te! Lui s’è
visto sul libro della vita proprio come queste parole spese da re, prendi la
gran pazzia ed esaurisci i furbi dell’ultima ora senza cervello e anima che
lasciano il corpo naturale per tornare da dove il nulla e cominciato per il
niente ascritto all’eterno padre celeste. La vita è come un pendolo che oscilla
incostantemente fra la noia e il dolore.
Sorridi…e la vita ti sorride! Che
senso ha se amate i vostri amici?
La vita eterna non è della
scienza perché già apparteneva alla parola del corpo consacrata col sacramento,
perciò è anima di questi pensieri che oscillano a destare la chiesa con tutte
le sue genti quali destano speranza senza sfruttamento e tristezza che uccide
il cuore di Dio.
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