Carissimo Guido,
Ti scrivo questa lettera per
quell’unica verità difesa dal nuovo giorno, determinato perché saporendo
l’argomento voluto per forza testimoniare, - alla mia età, racconto -!
Raccontando da metodi scientifici alla magia, nata a timore della madre di Dio.
Ti metto a conoscenza la mia curiosa trascrizione, imbattuta! Ringrazio sempre
chi è al “servizio del piacere possibile che fa vivere testimonianze e, la casa
famiglia di Dio, proprio, come questa, della quale ho copiato il messaggio. – Santa Maria di Siponto – tra fede e
tradizione, di Matteo di Sabato.
L’arte dello scrivere ha un
sapore senza odore, ma addolcisce saporendo dal corpo umano lo spirito d’ogni
parola e pensiero forte per vivere meglio il nuovo che non dimentica chi è
stato prima di me raggiunto da quel sapiente passato.
E’ un tempo che per me sboccia
come un fiore e le lettere coniugate alla parola rappresentano i petali
dell’unico pensiero che parla della vita disegnata dalla natura che
artisticamente parlando per la prima volta penso al miracolo dell’eterno
spirito celeste. Adesso è più facile passare alla lettura che affascina i buoni
di cuori possibili al miracolo del Padre Eterno.
Amico mio, la speranza è sempre
l’ultima a morire se consideriamo i tormenti che destano tuttora curiosità e
saggezza diparte alla lettura gradita e, gratuita, come questa di Peppino ce, come una canzone ci ha
fatto sentire leggendo l’autore. Il quale, ha saputo trascrivere la sua
testimonianza, che appresso lascio tutto il fascino, da far scattare l’anima
come una molla. Della quale, ha saputo condensare in lei lo stringimento della
potenza allargata al dolore e alla sofferenza inaudita di tutti i secoli la
vita.
Ha dell’incredibile anche questa
mia lettera che ancora non si fa vedere, ne sentire: il nascosto sentimento
dell’episodio, forse più di questo che stai per leggere. E’ un unico argomento
scritto per passione ben definita e determinata alla lettura della felicità che
rasserena ogni anima capace di vivere la magia del San Dio di lassù.
E’
sempre Peppino che racconta. Verso la fine degli anni 60, il 29 agosto, giorno
che si festeggia Santa Maria Maggiore di Siponto, un pescatore decide con la
famiglia di fare una passeggiata con il proprio peschereccio. Usciti fuori del
porto, il papà si accorge della scomparsa della propria bambina, era caduta in
mare. Immediatamente, invertita la rotta, ripercorre lo stesso tratto di mare.
Dopo circa due ore di febbrili ricerche, quando ormai la speranza di ritrovar-
la in vita si era ridotta al lumicino, come per incanto, al largo intravede
qualcosa. Avvicinatosi, scorge che era proprio la sua bambina che galleggiava,
affatto impaurita. Dopo averla recuperata, alla domanda: "come è
possibile, pur non sapendo nuotare, sei rimasta a galla?", la figlioletta risponde:
“Una donna mi reggeva da sotto”. Si è pensato subito al miracolo per
intercessione della Madonna di Siponto."Senza indugio - ricorda Peppino -
l'intera famiglia si reca in cattedrale e dopo avermi raccontato l'accaduto, il
capo famiglia chiede di far celebrare una santa Messa di ringraziamento. In quel momento non essendoci sacerdoti
disponibili, mi sono rivolto a don Vincenzo Biancofiore, economo del seminario
che in quel momento era nel suo ufficio. Dopo avergli raccontato il fatto,
senza esitazione, si reca in chiesa e celebra la santa Messa”. Non voglio
trarre conclusioni avventate o fare commenti. Mi sono limitato a raccontare
quanto riferitomi da Peppino Piemontese, che ringrazio per la sua
testimonianza. Per concludere, sarei oltremodo grato alla famiglia che ha
vissuto questa straordinaria esperienza di contattarmi. (madisabato@libero.it).
L’ora esatta sai qual è? E’ il
minuto dell’autore; che s’interroga senza l’ammanco e, manca a Mezzogiorno -
pranzo da servire -, se tutto è stato preparato e cucinato dall’affabile mia donna
- madre di due fantastici ragazzi – diventati: uomini per volere di Dio.
Ti saluta nello splendore della
parola e: il nome cristiano d’Antonio; - che affettuosamente chiude- marcandoli miracoli o storie prese dalla
fantasia.
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