sabato 7 dicembre 2013

.Carissimo Guido, 17 Ottobre 2008 Manfredonia

                                                                                              
    Carissimo Guido,
Ti scrivo questa lettera per quell’unica verità difesa dal nuovo giorno, determinato perché saporendo l’argomento voluto per forza testimoniare, - alla mia età, racconto -! Raccontando da metodi scientifici alla magia, nata a timore della madre di Dio. Ti metto a conoscenza la mia curiosa trascrizione, imbattuta! Ringrazio sempre chi è al “servizio del piacere possibile che fa vivere testimonianze e, la casa famiglia di Dio, proprio, come questa, della quale ho copiato il messaggio. – Santa Maria di Siponto – tra fede e tradizione, di Matteo di Sabato.
L’arte dello scrivere ha un sapore senza odore, ma addolcisce saporendo dal corpo umano lo spirito d’ogni parola e pensiero forte per vivere meglio il nuovo che non dimentica chi è stato prima di me raggiunto da quel sapiente passato.
E’ un tempo che per me sboccia come un fiore e le lettere coniugate alla parola rappresentano i petali dell’unico pensiero che parla della vita disegnata dalla natura che artisticamente parlando per la prima volta penso al miracolo dell’eterno spirito celeste. Adesso è più facile passare alla lettura che affascina i buoni di cuori possibili al miracolo del Padre Eterno.
Amico mio, la speranza è sempre l’ultima a morire se consideriamo i tormenti che destano tuttora curiosità e saggezza diparte alla lettura gradita e, gratuita, come questa di Peppino ce, come una canzone ci ha fatto sentire leggendo l’autore. Il quale, ha saputo trascrivere la sua testimonianza, che appresso lascio tutto il fascino, da far scattare l’anima come una molla. Della quale, ha saputo condensare in lei lo stringimento della potenza allargata al dolore e alla sofferenza inaudita di tutti i secoli la vita.
Ha dell’incredibile anche questa mia lettera che ancora non si fa vedere, ne sentire: il nascosto sentimento dell’episodio, forse più di questo che stai per leggere. E’ un unico argomento scritto per passione ben definita e determinata alla lettura della felicità che rasserena ogni anima capace di vivere la magia del San Dio di lassù.
E’ sempre Peppino che racconta. Verso la fine degli anni 60, il 29 agosto, giorno che si festeggia Santa Maria Maggiore di Siponto, un pescatore decide con la famiglia di fare una passeggiata con il proprio peschereccio. Usciti fuori del porto, il papà si accorge della scomparsa della propria bambina, era caduta in mare. Immediatamente, invertita la rotta, ripercorre lo stesso tratto di mare. Dopo circa due ore di febbrili ricerche, quando ormai la speranza di ritrovar- la in vita si era ridotta al lumicino, come per incanto, al largo intravede qualcosa. Avvicinatosi, scorge che era proprio la sua bambina che galleggiava, affatto impaurita. Dopo averla recuperata, alla domanda: "come è possibile, pur non sapendo nuotare, sei rimasta a galla?", la figlioletta risponde: “Una donna mi reggeva da sotto”. Si è pensato subito al miracolo per intercessione della Madonna di Siponto."Senza indugio - ricorda Peppino - l'intera famiglia si reca in cattedrale e dopo avermi raccontato l'accaduto, il capo famiglia chiede di far celebrare una santa Messa di ringraziamento.  In quel momento non essendoci sacerdoti disponibili, mi sono rivolto a don Vincenzo Biancofiore, economo del seminario che in quel momento era nel suo ufficio. Dopo avergli raccontato il fatto, senza esitazione, si reca in chiesa e celebra la santa Messa”. Non voglio trarre conclusioni avventate o fare commenti. Mi sono limitato a raccontare quanto riferitomi da Peppino Piemontese, che ringrazio per la sua testimonianza. Per concludere, sarei oltremodo grato alla famiglia che ha vissuto questa straordinaria esperienza di contattarmi. (madisabato@libero.it).
L’ora esatta sai qual è? E’ il minuto dell’autore; che s’interroga senza l’ammanco e, manca a Mezzogiorno - pranzo da servire -, se tutto è stato preparato e cucinato dall’affabile mia donna - madre di due fantastici ragazzi – diventati: uomini per volere di Dio.                                                           

Ti saluta nello splendore della parola e: il nome cristiano d’Antonio; - che affettuosamente chiude- marcandoli miracoli o storie prese dalla fantasia

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