giovedì 12 dicembre 2013

Consorziobiancaneve c'era una volta

C'era una volta e ci sta ancora la cooperativa che preparava e fa le pulizie di pochi condomini e si credeva uno dei soci capaci di fare il consorzio volendo legalizzare il settore lavorando per la società e per la città. Ora volendo far capire ai soci e al paese che non è lo scrittore di turno, lascia pensare per davvero di credere a questo consorzio denominato “Bianca Neve”. Con i suoi amici si vantava di quando era solo società ditta individuale tanto che la sua voce non era solo sprecata a convincere gli altri soggetti a partecipare ma li coinvolgeva studiando la cosa. Una voce non più sola… per migliorare il servizio in tutti i condomini del paese; perché tutto questo? Era convincente la sua legale parola candita come l’anima nobile di quell’unico pittore ossimoro all’arte per pulirsi la coscienza. A ricordare che: tirandosi indietro non smentiva il perduto tempo suo e della figlia colta e bella; a riunione consumate, si rispecchiarono loro leggendo il silenzio dei sette nani non presenti almeno in questa nostra favola combinata e mal raccontata forse! Dalle pulizie in genere. Per Bianca Neve. Spesso menzionato, nelle riunioni di assemblea. Per la costituente società consortile. Si leggeva e al posto di aver paura... rideva.

Il denominato presidente parlava non come Antonio “Alias il poeta” del quale rafforza sì! Il piacere. Potere delle parole; e vediamo leggendo congetture da superare il punto. Qual rifarei come il mare che ondeggia. Lo esprimevano i concetti e le persone presente come il pittore e sua figlia lasciava ogni suo pensiero cadere ed eccoli andare via come la foglia distaccata dal suo ramo. Tutto era tra la fantasia d’Antonio non come lo immaginava l’arte di campagna che c’è tra l’altro anche il nascosto bosco, a parola anagogica nessun imbroglio solo spiegazione di preparazione tanto da illuminare il progetto che non c’è modo di far capire bene perché mancano loro tecnici capaci d’illuminare il sentiero della macchia non perché falsi loro tace. Così, mentre gli ombrosi monti trasmettono un senso d'irrisolto. Il presidente ci crede e continua a viaggiare per arrivare tra le magiche sere sentite, in assemblea notti tra le persone che passeggiano anche lo spirito cooperativistico e pensa ai grilli che allietano la quiete e tornando da dove ha iniziato, ricomincio in lontananza ove le onde ondeggiano serene come versi di poesia. Qua e là tra le luci del paese gli occhi s'immergono in aperte strade d'immaginazione. Poi lento e piano raggiungono il bagliore del dì seguente portando gli odori delle onde in dormiveglia.
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