Nette sono le parole
mie di lui che oggi profila il candido e, magico poema. Il cielo è primaverile e
le montagne s’aprono come il mare allargato nella storia del tempo e, ci fu il
bastone di Mosè.
creano una barriera alla fantasia. Sale sgraziato l’eco dell’anima sua e un urlo arrivò all’uomo che stava cantando ai rapaci in sottofondo cantano gli uccelli togliendo ansia tra l’elegante cinguettio una pagina si scrive dove la poesia scorre tra i pensieri suoi nei miei. Mi scuso se ho perso quel progetto fatto di parole, non tanto perché l’ho lasciate spazzar via dal vento; ma soprattutto il momento che ora spinge inevitabilmente quanto ci resta della disegnata alchimia scritta. quale adesso avete trovate. Provando a leggerle senza rancore e fine dolore! Tra colloqui avuti e priori silenzi mai presentato a nessuno era tormentoso perché addormentato di quella coscienza sentita con religiosità avvenuta mancando la sporca parola rubata dai sensi e, alchimia che ancora cerco di dare simili pensieri al mio destino. Spiegando le vuote parole che non trova nella tasca di ferro per la quale io insieme alla seconda persona ho rovistato nell’oro di quel senso ossimoro oggi, ieri e domani sappiamo sempre come chi sa ricercare l’amore perso. Le mia ignoranza non l'ho dimenticata come scrivere specialmente, l’elementare di quelle gioventù, che mi rappresentano padre alivole con un cuore di marmo che batte a rompersi la parola che più sangue si vede ancora ma non ha il divello come ruscello e, scendeva verso i piedi rotti foresi di liquido e, che bagnava avanti e indietro i passi nostri cadenzati come il marmato freddo ritrovato gelo come la neve. Muovi il tuo pensiero e gioca con la parola che può attingere sulla lettura e versificando approva il verso della cima, e non quella dell’appropriata lettura che scende a rileggere la visione immensa dell’elementare uomo. Cosi piena la parola che mi parve come alchimia presa come orma sul marmo che al momento sta all’ombra delle aliformi croci che volano come l’aquilone di Dio. Non si azzecca ma splende sull’anima e sui sentieri creati dalla natura madre dei padri nostri unico spirito simile alle ascesi. Presenza forte, conoscenza amica, fra la terra e il Divino padre celeste che pur da sempre ragiona l’uomo, anche se è senza quel mare ardito di scoglio, il cielo c’è. Si perde nel nulla la mia scritta correttamente la sera e, mentre in cielo, qual vediamo le stelle la luna s'adagia e poi sonnecchia, sbadigliando ai monti terra e mare rasente solo qua giù in alto lo stesso avvicinamento io vedo di qua che adesso nell’ora io guardo a pancia in su il mondo si frange affondando tra il terso di quella luce e, quando il mare sussurra i suoi segreti, sfiorano la notte e il giorno svanisce nel nulla...quand'è tempo che non c’è stato fiore tra le stelle eppure oggi e primavera. Non è il fiore che fa primavera qu è sera e, mi s’accende il sogno. Mi torna alla mente il primo pensiero scritto con il bacio della mezza luna la serenata poi tante stelle e luce che ancora splendono nel viaggio onirico dell’essere umano passionale e, torna gagliardo e senza paura riscende la serata già consumata con parole franche di giudizio e spesso perde il nascosto pensiero che è dietro gli occhi di Dio avanti i malandrini, trasudano l'aria a tratti un buon profumo, forse è l'olezzo intenso della sera Non mi piace nascondere i pensieri che apertamente io scrivo sotto l’effetto di un fiore, che guardo e respiro olezzando declamando poeticamente. Saffo ancora versi eterni e, rileggo il mio triste ardore ancora di sera, in quello stordimento a primavera si perde ancor nel nulla ... la mia sera. Tra l’immagina l’immaginazione e come versi scritti sulla carta normale poesia si legge fuori dall’anima che già composta si mette alla prova di mancato annuncio piace la buona fantasia lasciata correre dall’interno corpo un anima stremata come l’ultimo pensiero stanco da leggere bene, poi chiude ritrovando gli anni suoi, pazienza poetica nulla di più è stato scritto per sentirsi vento sull'erba toccata tra l’aria buona celeste. Tanto che fa il momento e, presenta la scritta prima della sua voce - corteando piccoli pensieri - a parola vivente -. A lui non gli basta apparire per ora che aspetta già c’è la vita, ma il suo comando t’implica a vivere nel vuoto quasi fosse animato da dentro un pallone e ti senti come l’eco dell’anima mia che arriva alla gente di poca poesia. Piace pensare a poter vivere boriandomi della mia voce modi di scritturare letture private; senza segnalare il boriarsi andato fedelmente tra le sconosciute parole che i pensieri a volte ingannano l’autore prima poi il lettore che poco sa della sua immagine trascrittrice. Contenuto formato da sentito sospiro che avvolte io alleggerii leggermente tra i mondi interiori. Il mio tra le forme facile da spiegare la terra il cielo trattasi di monti e mari sollevati come un palone tenuto sul dito di Dio l’universo che non gioca senza l’uomo. Fin qui, e come l’d'acqua e sapone che formano tanti palloncini visibili ai vedenti che ancora si sentono bambini e tu uomo grande non giochi perché il pallone in questo mondo truccato vive di cose sfarzose e non di dio che muore per esser capace a destare ridando la vita a tutta la gente che crede in lui pastore di questa chiacchierata. Scritta per essere un momento solo parlato dapprima a leggere l’alta voce volere di chi non quota l’autore. Il quale fa nel futuro presente scrivere… Farà scomparire le finte parole discorso esplosivo se penso a quando ero bambino ma sono solo un uomo che mira ad essere senza dolore e poesia abolle di sapone.
creano una barriera alla fantasia. Sale sgraziato l’eco dell’anima sua e un urlo arrivò all’uomo che stava cantando ai rapaci in sottofondo cantano gli uccelli togliendo ansia tra l’elegante cinguettio una pagina si scrive dove la poesia scorre tra i pensieri suoi nei miei. Mi scuso se ho perso quel progetto fatto di parole, non tanto perché l’ho lasciate spazzar via dal vento; ma soprattutto il momento che ora spinge inevitabilmente quanto ci resta della disegnata alchimia scritta. quale adesso avete trovate. Provando a leggerle senza rancore e fine dolore! Tra colloqui avuti e priori silenzi mai presentato a nessuno era tormentoso perché addormentato di quella coscienza sentita con religiosità avvenuta mancando la sporca parola rubata dai sensi e, alchimia che ancora cerco di dare simili pensieri al mio destino. Spiegando le vuote parole che non trova nella tasca di ferro per la quale io insieme alla seconda persona ho rovistato nell’oro di quel senso ossimoro oggi, ieri e domani sappiamo sempre come chi sa ricercare l’amore perso. Le mia ignoranza non l'ho dimenticata come scrivere specialmente, l’elementare di quelle gioventù, che mi rappresentano padre alivole con un cuore di marmo che batte a rompersi la parola che più sangue si vede ancora ma non ha il divello come ruscello e, scendeva verso i piedi rotti foresi di liquido e, che bagnava avanti e indietro i passi nostri cadenzati come il marmato freddo ritrovato gelo come la neve. Muovi il tuo pensiero e gioca con la parola che può attingere sulla lettura e versificando approva il verso della cima, e non quella dell’appropriata lettura che scende a rileggere la visione immensa dell’elementare uomo. Cosi piena la parola che mi parve come alchimia presa come orma sul marmo che al momento sta all’ombra delle aliformi croci che volano come l’aquilone di Dio. Non si azzecca ma splende sull’anima e sui sentieri creati dalla natura madre dei padri nostri unico spirito simile alle ascesi. Presenza forte, conoscenza amica, fra la terra e il Divino padre celeste che pur da sempre ragiona l’uomo, anche se è senza quel mare ardito di scoglio, il cielo c’è. Si perde nel nulla la mia scritta correttamente la sera e, mentre in cielo, qual vediamo le stelle la luna s'adagia e poi sonnecchia, sbadigliando ai monti terra e mare rasente solo qua giù in alto lo stesso avvicinamento io vedo di qua che adesso nell’ora io guardo a pancia in su il mondo si frange affondando tra il terso di quella luce e, quando il mare sussurra i suoi segreti, sfiorano la notte e il giorno svanisce nel nulla...quand'è tempo che non c’è stato fiore tra le stelle eppure oggi e primavera. Non è il fiore che fa primavera qu è sera e, mi s’accende il sogno. Mi torna alla mente il primo pensiero scritto con il bacio della mezza luna la serenata poi tante stelle e luce che ancora splendono nel viaggio onirico dell’essere umano passionale e, torna gagliardo e senza paura riscende la serata già consumata con parole franche di giudizio e spesso perde il nascosto pensiero che è dietro gli occhi di Dio avanti i malandrini, trasudano l'aria a tratti un buon profumo, forse è l'olezzo intenso della sera Non mi piace nascondere i pensieri che apertamente io scrivo sotto l’effetto di un fiore, che guardo e respiro olezzando declamando poeticamente. Saffo ancora versi eterni e, rileggo il mio triste ardore ancora di sera, in quello stordimento a primavera si perde ancor nel nulla ... la mia sera. Tra l’immagina l’immaginazione e come versi scritti sulla carta normale poesia si legge fuori dall’anima che già composta si mette alla prova di mancato annuncio piace la buona fantasia lasciata correre dall’interno corpo un anima stremata come l’ultimo pensiero stanco da leggere bene, poi chiude ritrovando gli anni suoi, pazienza poetica nulla di più è stato scritto per sentirsi vento sull'erba toccata tra l’aria buona celeste. Tanto che fa il momento e, presenta la scritta prima della sua voce - corteando piccoli pensieri - a parola vivente -. A lui non gli basta apparire per ora che aspetta già c’è la vita, ma il suo comando t’implica a vivere nel vuoto quasi fosse animato da dentro un pallone e ti senti come l’eco dell’anima mia che arriva alla gente di poca poesia. Piace pensare a poter vivere boriandomi della mia voce modi di scritturare letture private; senza segnalare il boriarsi andato fedelmente tra le sconosciute parole che i pensieri a volte ingannano l’autore prima poi il lettore che poco sa della sua immagine trascrittrice. Contenuto formato da sentito sospiro che avvolte io alleggerii leggermente tra i mondi interiori. Il mio tra le forme facile da spiegare la terra il cielo trattasi di monti e mari sollevati come un palone tenuto sul dito di Dio l’universo che non gioca senza l’uomo. Fin qui, e come l’d'acqua e sapone che formano tanti palloncini visibili ai vedenti che ancora si sentono bambini e tu uomo grande non giochi perché il pallone in questo mondo truccato vive di cose sfarzose e non di dio che muore per esser capace a destare ridando la vita a tutta la gente che crede in lui pastore di questa chiacchierata. Scritta per essere un momento solo parlato dapprima a leggere l’alta voce volere di chi non quota l’autore. Il quale fa nel futuro presente scrivere… Farà scomparire le finte parole discorso esplosivo se penso a quando ero bambino ma sono solo un uomo che mira ad essere senza dolore e poesia abolle di sapone.
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